Wednesday, October 16, 2019   ::  
      

"IN NOME DEL POPOLO MERIDIONALE"         

  

 

 

Manifesto EFA per le Elezioni europee 2019

 

 

 http://www.e-f-a.org/home/

 

L'Altro Sud-UDS è membro  del Partito europeo dell'EFA (European Free Alliance) e dell'APL(Alleanza dei Popoli liberi). Aderisce al gruppo dei partiti autonomisti nazionali per un "Patto di Autogoverno". Collabora con l'Istituto Internazionale per il Regionalismo e il Federalismo presso Monaco di Baviera 

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L’Altro Sud is a cultural-political movement which is inspired  by European Regionalism. The South of Italy (Two Sicilies) is an ancient and authoritative nation with about eight centuries of common history. The purpose of this organization is to contribute, with other European territories, at the construction of a Europe of the Peoples and of the Cultures. Defend the interests of the Southern Italian Regions in a Europe of the solidarity and identity.

 

 

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L'Altro Sud riporta Le Due Sicilie in Europa (vedi il filmato)

I"l nostro è un Paese in pezzi. Ripeterlo fa paura, ma non è detto che sia un male" . Un libro infuocato, che irrompe con forza nel dibattito politico e tratteggia scrupolosamente gli scenari di un futuro che non è mai stato così prossimo.

 

 

 

   
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 Siti di riferimento collegati    

 APL (Alleanza Libera dei Popoli)

  EFA  (European Free Alliance)

Esquerra  (Esquerra Republicana de Catalunya:partito nazionalista progressista Catalano)

BNG (Bloque Nacionalista Galego:partito nazionalista progressista Galiziano)

BLOC (El BLOC Nacionalista Valencià:partito nazionalista progressista Valenziano)

SNP (Scottish National Party: partito nazionalista progressista Scozzese) 

di Lerro Giorgio

 

 

"STEFANO" Prodotti di alta qualità

   

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Fermiamo lo scempio in Basilicata dove si potrebbe destinare fino al 70% del territorio regionale allo sfruttamento petrolifero. Serve una mobilitazione permanente delle popolazioni meridionali contro questa violenza dello stato italiano che continua a considerare il Mezzogiorno solo una colonia da spremere e che ha consegnato i nostri territori alle compagnie petrolifere

 ORA E' TEMPO DI REAGIRE!

   
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Video "Un Altro Sud c'è". Rassegna di immagini del Sud stereotipato della criminalità e del degrado contrapposto al Sud positivo, della gente perbene, degli eroi, della cultura, dell'arte, della Storia di un popolo che è stato Nazione per otto secoli.

   
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 LIBERA    

L'ALTRO SUD aderisce a

   
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 Traditional Minorities    

 

 

Mission

"United in diversity", states the European Union. The European Parliament needs to guarantee that we live up to that statement and defend our diversity, a diversity which is best measured by the well being of Europe’s national and linguistic minorities.

Role of the Intergroup
The Intergroup serves as an open forum for exchanging ideas and views on the situation and future of traditional minorities, national communities and languages. In order to promote awareness and understanding of minority issues in Europe, the Intergroup serves as a meeting point for political groups, European institutions, non-governmental organisations and minority representatives. 
   
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Nicola Perrini, ingegnere, docente di elettronica con numerose esperienze professionali - in particolare nel campo delle Energie Rinnovabili e dell'impiantistica industriale - è attualmente Coordinatore Nazionale de L'Altro Sud-UDS. Meridionalista doc, è autore stimatissimo di numerosi contributi sulla Questione Meridionale e sulle nuove opportunità di sviluppo del Mezzogiorno. 

coordinamento.nazionale@laltrosud.it 

   
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 VIVI IL SUD    

ORA PENSIAMO A NOI. Diamo forza alle nostre realtà produttive.

Dei prodotti che i cittadini meridionali acquistano, solo il 6% è made in Sud. Un consumo più consapevole potrebbe ribaltare il destino della nostra terra.

Ti invitiamo a comprare, dove è possibile, prodotti del nostro Sud o fare una vacanza nelle nostre bellissime regioni. Inviaci il tuo nome, costruiremo insieme, con orgoglio, un grande esercito di cittadini che, amando la propria comunità, scende in campo concretamente per difendere l'occupazione e la ricchezza di tutto il Mezzogiorno. 

Inviaci la tua adesione a:

laltrosud@laltrosud.it

   
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Intervista ad Antonio Gentile (presidente L'ALTRO SUD)

   
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 IVA E DINTORNI    
Location: BlogsL'ALTRO SUD    
Posted by: 242658@aruba.it 16/07/2014 0.42

IVA EDINTORNI

di Nicola Perrini

 Se analizziamo la tabella relativa alla compartecipazione al gettito Iva dei Comuni per il 2011 riportata qui di seguito, possiamo renderci conto dell’ingiusto meccanismo che danneggia le città meridionali.

CITTA’ ABITANTI COMPARTECIPAZIONE IVA
BARI 320.150 € 12.631.348
FIRENZE 368.901 € 24.380.890
MILANO
1.307.495 € 84.695.251
NAPOLI 962.940 € 33.673.882
ROMA
2.743.796 € 177.665.854
TORINO 909.538 € 52.890.243


CITTA’ IVA PER ABITANTE IVA DIFFERENZA
BARI € 39,45 - 3.376.152
FIRENZE € 66,09 + 5.935.617
MILANO € 64,78 + 19.324.776
NAPOLI € 34,97 - 14.472.988
ROMA € 64,75 + 40.470.991
TORINO € 58,15 + 7.412.734

Come si vede, in rapporto agli abitanti, le città meridionali ricevono decisamente meno e sappiamo quanto siano importanti ad esempio 14 e passa milioni di euro in meno per una città come Napoli. Al contrario Roma, Milano, Torino ed altre città del Nord ricevono somme ben più cospicue di quelle che avrebbero se si rispettasse il criterio della media.
Il passaggio definitivo al federalismo fiscale, secondo l’ ANCI, dovrebbe portare ad un criterio che faccia riferimento al valore aggiunto realmente prodotto nei singoli territori, con le opportune perequazioni.
Tradotto, si avrà che le città meridionali, caratterizzate da un alto livello di consumi di beni prodotti altrove, avranno ancora meno.
Ma questo criterio, oltre ad essere profondamente ingiusto, è anche al di fuori di qualsiasi logica fiscale. E’ ben noto infatti che l’IVA si paga dove un prodotto viene consumato, non dove lo stesso viene prodotto. Se acquistiamo un prodotto francese, ad esempio, sappiamo che l’IVA viene pagata in Italia e l’esportazione francese è esente da IVA. Allo stesso modo, in regime di federalismo fiscale, vista la separazione fiscale esistente tra le regioni, l’esportazione di un prodotto lombardo verso la Campania dovrebbe essere esente IVA per il produttore e l’IVA andrebbe versata in Campania.
Lo stesso dovrebbe accadere per le tante catene commerciali che operano al Sud, ma che hanno sede fiscale al Nord, oppure per gli importatori, ad esempio quelli di automobili, che hanno tutti sede al Nord oppure a Roma.
Quello illustrato è solo un esempio di come le leggi, i regolamenti e gli accordi interregionali, favoriscano costantemente il Nord, ma siamo sicuri che indagando troveremmo tantissimi altri casi, probabilmente ancora più eclatanti.
Quanto esposto fornisce la prova che i territori sono in competizione tra di loro e che la difesa dei nostri i interessi, in tutte le sedi, non potrà essere delegata ad altri che non siano nostri rappresentanti molto ben informati e determinati a battersi per il bene dei territori di provenienza.






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Comments (9)   Add Comment
Re: IVA E DINTORNI    By @nestor on 16/07/2014 16.12
E' tutta l'Italia impostata sull'ingiustizia nei riguardi del Mezzogiorno e questo ne è la riprova. I governanti sono praticamente quasi tutti del nord così come i maggiori poteri di questo paese, cosa possiamo sperare la storia è la stessa da 150 anni e che è cambiato......nulla! Allora svegliamoci da questa maledizione e prepariamo la nostra INTIFADA.

Re: IVA E DINTORNI    By Catello on 17/07/2014 11.10
I meridionali potranno cambiare questa situazione da sfruttamento coloniale e di disparità solo se si uniranno e faranno fronte comune, ma se continueranno a pensare solo al loro interesse personale saranno sempre più carne da macello. In questo caso non lamentiamoci ci meritiamo tutto.

Re: IVA E DINTORNI    By Michele on 17/07/2014 18.21
gia! gli altri popoli hanno il coraggio di opporsi anche a chi li schiavizza con il terrore, morendo a centinaia come fanno i palestinesi e noi invece subiamo ogni cosa come pecore da tosare. ma dove sono quegli azzeccagarbugli da quattro soldi che parlano di sud e poi praticano l'onanismo meridionalista senza avere un vero progetto realista, tanto a loro non interessa null'altro che il loro ridicolo e fallimentare protagonismo familiare. guardate cari Vanna Marchi pure quello che fanno gli altri popoli d'Europa e capirete che siete solo delle caccole d'avanspettacolo .

Re: IVA E DINTORNI    By Geppy Vargas on 19/07/2014 13.44
E' soprattutto una questione di rappresentanza politica. Finché continuiamo a mandare in parlamento cani e porci che si vendono subito al potere del nord qui non cambia nulla. La vera selezione dei nostri rappresentanti la deve fare il popolo non quelle associazioni a delinquere che sono i partiti italiani. Ora noi possiamo fare tutte le analisi che vogliamo ma la vera rivoluzione la possono fare solo i cittadini dotati di una coscienza civile e di tanta memoria storica.

Re: IVA E DINTORNI    By Vincenzo D'Alessandro on 19/07/2014 16.50
Condivido pienamente quanto scritto da Geppy, o cambia il meccanismo di rappresentanza (può andar bene anche il federalismo integrale) oppure non lamentiamoci perché la macchina sfruttatrice continuerà ad andare avanti senza ostacoli.

Re: IVA E DINTORNI    By IN MOVIMENTO on 21/07/2014 21.38
Poveri noi che crediamo ancora alla Befana.......qui ci fottono e basta!!!!!

Re: IVA E DINTORNI    By Michele on 22/07/2014 9.52
Sarebbe meglio agire che lamentarsi! Se lo stato non ci riconosce come cittadini uguali agli altri, allora prendiamone atto e incominciamo a prendere le distanze da questa Italia. Non votiamo più alle elezioni nazionali, rifiutiamoci di pagare assicurazioni che speculano sui meridionali e compriamo, quando è possibile prodotti della nostra terra, rifiutiamoci di pagare tasse che non distinguono tra chi è più ricco e chi no. Certamente sarebbe un buon segnale da aggiungere ad un cambiamento istituzionale in senso fortemente autonomista.

Re: IVA E DINTORNI    By Fabio on 29/07/2014 18.59
BEN DETTO MICHELE!!!!!!!!!

Re: IVA E DINTORNI    By Giancarlo on 03/08/2014 10.47
Gli ultimi dati confermano che il mezzogiorno rimane ultimo tra le regioni sia in Italia che in Europa e non c'è segno neanche di un minimo miglioramento. E allora di che discutiamo, se continuiamo così si va incontro all'annientamento totale. E' inutile perdere tempo a partecipare a qualche elezione politica e prendere un po' di voti da prefisso telefonico: è solo umiliante. Facciamo sentire il nostro peso sociale legato al numero di abitanti e facciamo le cose che dice Michele e forse qualcosa cambierà.


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Noi sappiamo che il Sud è stato tra i principali protagonisti della storia e della civiltà mediterranea ed europea.
 
 
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