Tuesday, March 09, 2010   ::  
      

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 LIBERA    

L'ALTRO SUD aderisce a

   
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 VIVI IL SUD    

ORA PENSIAMO A NOI. Diamo forza alle nostre realtà produttive.

Dei prodotti che i cittadini meridionali acquistano, solo il 6% è made in Sud. Un consumo più consapevole potrebbe ribaltare il destino della nostra terra.

Ti invitiamo a comprare, dove è possibile, prodotti del nostro Sud o fare una vacanza nelle nostre bellissime regioni. Inviaci il tuo nome, costruiremo insieme, con orgoglio, un grande esercito di cittadini che, amando la propria comunità, scende in campo concretamente per difendere l'occupazione e la ricchezza di tutto il Mezzogiorno. 

Inviaci la tua adesione a:

laltrosud@laltrosud.it

   
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Osservatorio è il periodico d'informazione politica de L'ALTRO SUD.

Da qui cercheremo di guardare con occhio critico: fatti, avvenimenti e scenari della politica Italiana con particolare riferimento al Mezzogiorno d'Italia.

Senza conformismi, ribaltando i luoghi comuni, cominceremo a dare la nostra lettura agli accadimenti politici e sociali del Sud Italia.

 

 

   
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 Rino Treves    

Sito di Rino De Martino

Lavorare nella Libreria Treves e in Piazza del Plebiscito è vivere tutti i giorni nella postazione di un osservatorio sociale, politico e culturale.

Rino De Martino (Treves)

   
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Intervista ad Antonio Gentile (presidente L'ALTRO SUD)

   
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Intervento di Gaetano Pietropaolo (coordinatore L'ALTRO SUD) al convegno "Sud morte civile?" organizzato da "Insieme per la Rinascita". Introduce: Stefano Lo Passo.

   
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 VIDEO    

Pubblichiamo un video che mostra tutta la verità sul caso colera a Napoli. Scoprirete con rammarico che ciò che si è fatto allora nei confronti di Napoli, continua a farsi oggi.

   
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L'ALTRO SUD!

Salviamo lo stabilimento FIAT di Pomigliano d'Arco

Forza Napoli...in tutti i sensi!

Caserta non è solo camorra e "monnezza"

 Ci bastava Caligola a fare senatori i cavalli!

   
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 ELEZIONI REGIONALI Campania    

LABORATORIO CAMPANIA. Il perchè di una scelta unica in Italia.

Quante volte abbiamo spiegato che il crollo delle ideologie tradizionali ha spianato la strada a nuove forme di identità politica e, in particolare, a quella ideologia del territorio definita in Europa, regionalismo.
Il ritrovarsi comunità sviluppa valori positivi di solidarietà autentica, di capacità di autonomia, di resistenza, di mobilitazione e di opposizione all’ideologia integratrice.
Gli obiettivi politici di questa mobilitazione si nutrono quasi sempre di significati mitici: attraverso la reinterpretazione del passato, spesso, si individua l’infondatezza dell’attuale irreversibile condizione di subordinazione e di sottosviluppo.
Si utilizzano, inoltre, come elementi concreti di identità un insieme di fattori appartenenti alla cultura tradizionale, che costituiscono il vero e proprio sistema di aggregazione di una comunità storica e politica, produttrice di un insieme di valori.
La lingua, le pratiche tradizionali ma, soprattutto, il territorio. Quest’ultimo rappresenta lo spazio vitale in cui si determina il processo di ricostruzione dell’identità collettiva, ed è la principale fonte di vita delle popolazioni, che rinvia necessariamente alle risorse naturali essenziali, alla sopravvivenza e alla tutela dell’ambiente circostante.
La terra è, dunque, nella cultura tradizionale, il luogo privilegiato delle origini ma, anche, quello del riscatto e della rinascita collettiva.
 
Un movimento politico regionalista come LAltro Sud, espressione concreta della società civile meridionale, che basa la sua esistenza e il suo successo proprio sulla riscoperta del senso di comunità, inteso come portatore di valori positivi - dalla solidarietà sociale al rispetto della legalità - non può che porre grande attenzione alla cornice ambientale in cui si svolge la vita dei suoi abitanti.
Ed è per questo motivo che per le prossime elezioni regionali in Campania LAltro Sud-UDS lancia la sfida di un nuovo progetto politico, unico in Italia, basato sulla convergenza tra una forza regionalista e una dichiaratamente ambientalista.
Così, come avviene nel Parlamento europeo sin dal 1999, dove la gran parte dei movimenti regionalisti, raccolti nella Libera Alleanza Europea (EFA) fanno gruppo unico con i Verdi ambientalisti ( The Greens), anche nel Sud dell’Italia si dà vita ad una simile collaborazione - d’azione e ideale - che può rappresentare la vera novità politica di queste elezioni regionali in Campania.
Amore per la propria comunità, riscoperta dell’identità collettiva, affermazione della legalità, tutela dell’ambiente, difesa della conquiste sociali, rispetto delle diversità: un incredibile patrimonio di valori che vede insieme L’Altro Sud e i Verdi in questa nuova sfida elettorale, per dare a tutti i cittadini onesti di questa regione la possibilità di contribuire a fare della Campania un innovativo laboratorio politico tutto proiettato nel futuro.  
                                                                                      
                                        Antonio Gentile
                               Presidente de L’Altro Sud-UDS
   
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 In evidenza    

Affissione selvaggia.

Affissione selvaggia. Questa è la politica e la cultura di chi si propone di cambiare la Regione. La cultura delle regole, che dovrebbe essere patrimonio comune di chiunque si proponga come rappresentante politico, sembra non appartenere a gran parte dei politici del nostro territorio. Ma è a partire da questa che si da un futuro al nostro Mezzogiorno.

Rino De Martino, vicepresidente de L'ALTRO SUD.

   
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SUD. DISOCCUPAZIONE E PROSPETTIVE.

di Nicola Perrini

La disoccupazione in Italia si è attestata, nel 2009, al valore dell’8% , con un aumento dell’ 1% rispetto all’anno precedente (fonte: ISTAT).
Alcune zone d’Italia hanno valori particolarmente bassi di disoccupazione e tra queste la provincia di Bolzano (2,6%), l'Emilia Romagna e la provincia di Trento (entrambe 2,9%), la Val d'Aosta (3,2%), il Veneto (3,3%), il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia (entrambe al 3,4%), portandosi ai primi posti della classifica europea; le regioni del Sud Italia hanno valori di disoccupazione superiori alla media europea: la Sicilia (13%), la Campania, la Puglia e la Calabria (11,2%) , la Sardegna (9,9%) e la Basilicata (9,5%). Per la disoccupazione giovanile, la situazione è ben più grave: Campania e Sardegna (entrambe al 32,5%), Puglia (31,8%), Calabria (31,6%) e Basilicata (31,4%) (fonte: EUROSTAT).
 
Ciò significa, inequivocabilmente, che i nostri giovani migliori saranno costretti ad emigrare, portando le loro intelligenze altrove ed impoverendo ulteriormente le nostre terre. 
 
Allora cerchiamo di scoprire alcune delle cause di questo forte divario Nord-Sud , esaminando altri dati.
 
La classifica di Mediobanca, ben 124 pagine pubblicate di recente, mette a confronto i fatturati 2006 e 2007 delle principali società industriali e di servizi operanti in Italia.
Bene, anzi male: di queste società e segnatamente di quelle che occupano le prime posizioni, la stragrande maggioranza ha sede al Nord e lì ha la testa e le maggiori attività; alcune imprese hanno la sede principale a Roma, avendo però spesso uffici importanti in Lombardia, mentre in rari casi le sedi sono al Sud.
Ma molte imprese, che operano nell’intero territorio nazionale, non hanno scelto autonomamente la propria sede principale. Alcune di esse, già con sede nelle regioni del Nord, sono state scelte dalla politica per operare in tutta Italia, in regime di monopolio, per decenni. Finito il periodo di monopolio, le stesse si sono trovate ad operare in posizione dominante, con indubbi vantaggi rispetto alla concorrenza.  
Notiamo poi che le principali banche, le assicurazioni, gli importatori dei principali beni di consumo (automobili, Televisori, ecc.) hanno sede nel Nord Italia.
 
Ciò significa che le popolazioni meridionali sono costrette a versare quotidianamente una quota significativa dei propri bilanci a società che operano nel Nord, lì hanno le sedi e gli uffici principali, lì contribuiscono allo sviluppo economico. Ciò alimenta un circolo vizioso che penalizza sempre di più un’intera macroregione. Questa dovrebbe avere una sua autonomia economica che attualmente non ha.
 
Anche la spesa pubblica è squilibrata: nelle regioni a statuto speciale del Nord la spesa pro capite è di 8.500 € , in Lombardia di 7.300 € , nel resto delle regioni del Nord di 6.000 € , nelle regioni a statuto speciale del Sud di 6.300 € , nel resto del Sud di 5.300 € (fonte: Elaborazione di Panorama su dati Istat e Ragioneria generale dello Stato).
 
Secondo l’ANSA, nel 2007 lo Stato ha erogato pagamenti per circa 629 miliardi di euro: é il Nord che assorbe più risorse, quasi quanto Centro e Sud assieme. E' una cifra che comprende la spesa per attività quali l'istruzione, la difesa del territorio, le prestazioni assistenziali, la sicurezza. Lo rileva il rapporto “La spesa statale regionalizzata” , realizzato dalla Ragioneria generale dello Stato. Alle Regioni del Nord sono andate circa il 43% delle risorse; al Centro circa il 30% e al Sud solo il 27%.
 
 
Dall’esame dei dati sopra riportati emerge una realtà drammatica ed un forte squilibrio che consiglierebbe a qualsiasi governo di correre immediatamente ai ripari, risolvendo in via definitiva l’annoso problema.
 
Ma perché ciò accada, le popolazioni meridionali dovrebbero essere ben consapevoli della situazione, assolutamente non rassegnate ad un ruolo marginale e pronte a richiedere con forza all’intera classe politica di mettere il problema al primo posto dell’agenda.
 
E che cosa dovrebbe concretamente fare un governo per riequilibrare una situazione così drammaticamente squilibrata ? Potrebbe operare secondo la seguente scaletta:
 
1. Intervenire sulla pubblica amministrazione, affermando i valori della competenza e del merito, facendo in modo che la stessa operi effettivamente al servizio del cittadino e nell’interesse della collettività;
2. Favorire gli investimenti per attività produttive, di beni e di servizi, di aziende disposte ad avere la propria sede principale nel Sud ed a contribuire allo sviluppo del territorio;
3. Migliorare le infrastrutture, portandole a livelli europei;
4. Contrastare efficacemente la criminalità organizzata, che attualmente costituisce un enorme freno allo sviluppo economico.
 
Per il punto 1, si riporta l’intervento di Francesco Saverio Coppola, direttore dell’SRM (Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno): “Il problema primario del Sud Italia è la riforma e l’innovazione della Pubblica Amministrazione, senza la quale sarà quasi impossibile invertire il destino del Meridione” e quello del Prof. Vincenzo Fazio, ordinario di Politica Economica dell’Università di Palermo: ”Per fare immediati passi avanti bisogna eliminare gli ostacoli che è la Pubblica Amministrazione a porre nella gestione delle risorse e nella gestione del sostegno alle imprese”. (Entrambi gli interventi si riferiscono al dibattito sulla presentazione del XVIII Report Sud della Fondazione Curella e del Diste).
 
Per il punto 2, si può pensare alla fiscalità di vantaggio, fermi restando i vincoli europei sulla concorrenza, evitando di adottare le gabbie salariali o provvedimenti analoghi camuffati sotto altro nome, che di fatto condannerebbero il Sud alla definitiva marginalizzazione.
Inoltre, quando si sente parlare di chiusura di stabilimenti, segnatamente Fiat di Termini Imerese oppure di Pomigliano d’Arco, si è portati a pensare: in un periodo di affermazione del federalismo fiscale, sono ancora prevalenti gli interessi nazionali che consigliano di “non attrarre” investimenti stranieri nel campo automobilistico (mi vengono in mente interessamenti tedeschi e giapponesi a costruire stabilimenti produttivi nel nostro territorio), oppure ogni regione opera nel proprio esclusivo interesse, curando solo il proprio bilancio ?
 
Per il punto 3, nell’affermare l’importanza di moderne infrastrutture, si precisa che le stesse vanno pensate per il territorio, nell’interesse delle imprese e dei cittadini e non nella vecchia logica della spesa pubblica, fine solo all’alimentazione del sistema clientelare, che tanti danni ha prodotto nelle coscienze delle persone, prima che nella funzionalità dell’intero sistema.
 
Per il punto 4, occorre dire a chiare lettere che un adeguato sviluppo del territorio e la concreta possibilità per i nostri giovani di trovare un lavoro dignitoso, costituiscono un prerequisito essenziale, senza il quale la lotta al malaffare è difficilissima e di esito effimero.
 
 
 
 
   
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 NEWS    

INCONTRO L'ALTRO SUD CON LUIGI DE MAGISTRIS

Lo scorso 15 gennaio 2009, esponenti e simpatizzanti de L'ALTRO SUD hanno incontratto alla libreria Treves di Napoli l'eurodeputato Luigi de Magistris.

In una sala gremita, si è affrontato il tema della necessità di rinnovare la politica locale come principale strumento di rilancio del Mezzogiorno.  Faccia a faccia con le personalità della società civile napoletana e meridionale. L'ex PM si è confrontato con i rappresentanti del movimento “L’Altro Sud-UDS”, insieme a esponenti del mondo politico meridionale, della cultura e dei media.
Diverse sono per de Magistris le linee guida alle quali la politica deve attenersi per rilanciare il Sud: in primis il "rispetto della legalità" e una "gestione diversa dei fondi pubblici". L'ex magistrato ha usato parole dure in riferimento agli episodi di Rosarno: ha parlato di "pulizia etnica" e di "una pagina vergognosa del nostro Paese".

L'Ufficio stampa

   
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 NEWS    

Adesione all'ALE (Alleanza Libera Europea)

Con questa breve nota comunichiamo che il direttivo de L’ALTRO SUD ha intenzione di sottoporre alla valutazione dei propri iscritti la volontà di aderire all’EFA – European Free Alliance (in italiano ALE – Alleanza Libera Europea).
L'Alleanza libera europea (ALE), nota anche come Partito Democratico dei Popoli Europei è un partito politico europeo che raggruppa diversi movimenti regionalisti (federalisti, indipendentisti, autonomisti ecc.) per le cosiddette nazioni senza Stato.
Al Parlamento Europeo l'ALE costituisce, insieme al Partito Verde Europeo, il gruppo parlamentare confederale denominato Verdi Europei - Alleanza Libera Europea.

Il principio che tiene assieme queste due realtà, apparentemente diverse, è il seguente:

- I verdi tutelano il territorio dal punto di vista ecologista;
- I partiti regionalisti dal punto di vista della cultura, dell'economia locale, delle tradizioni ecc.

Queste due azioni, messe assieme, formano un'idea politica e offrono una prospettiva di futuro.

Per valutare l'opportunità di aderire all'ALE, abbiamo predisposto il sondaggio pubblicato immediatamente sotto questa nota. Vi preghiamo di esprimere la vostra opinione. Per rispondere, bisogna registrarsi al sito.

   
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 SONDAGGIO    
L'ALTRO SUD deve aderire all'ALE?


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Ti riconosci solo nel Sud del sottosviluppo, della criminalità organizzata, del degrado socio-ambientale e degli atteggiamenti incivili?

NOI NO!
 
Noi c'identifichiamo nel Sud della gente onesta, operosa, intelligente, che è la maggioranza della popolazione meridionale.
 
Noi crediamo nel Sud della legalità, della cultura, della sana ed efficiente imprenditorialità, della ricerca avanzata, delle professioni e del grande ed eccezionale patrimonio artistico.
 
Noi sappiamo che il Sud è stato tra i principali protagonisti della storia e della civiltà mediterranea ed europea.
 
 
PER DARE VOCE A QUEST'ALTRO SUD SCENDIAMO IN CAMPO!
   
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Morti per la LEGALITA'. Morti per la LIBERTA'. Morti per UN ALTRO SUD.

 

 

   
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