domenica 22 luglio 2018   ::  
      

ECOLOGISTI E REGIONALISTI ASSIEME CONTRO MAXI TICKET IN CAMPANIA E EMERGENZE AMBIENTALI.

NAPOLI 04/10/2010. Si è tenuta a Napoli, presso lo storico Caffè Gambrinus, la conferenza stampa organizzata dai Verdi, con la partecipazione de L'Altro Sud, sulla presentazione della Class Action e di un dossier contro i super ticket sanitari in Campania e sull'ennesima emergenza rifiuti nella regione. Oltre al presidente nazionale del movimento ambientalista Angelo Bonelli e al commissario regionale Francesco Borrelli erano presenti il presidente nazionale de L'Altro Sud Antonio Gentile e il noto oncologo professor Antonio Marfella. Gli aumenti dei ticket nella sanità, che in pratica si raddoppiano - sale ad esempio a 50euro un codice bianco al pronto soccorso –, come è stato più volte denunciato “sono un'iniziativa che ancora una volta colpisce le fasce più deboli della popolazione, che scontano l'incapacità degli amministratori e dei politici nel risolvere l'enorme deficit della sanità regionale”.
Anche il tema dei rifiuti e della situazione a Terzigno hanno visto emergere la dura posizione dei politici presenti. Molto allarmante anche la denuncia del responsabile Sanità Mauro Caramignoli sul tema della salute pubblica nei territori devastati dalle discariche e, in particolare, sul crescente disagio sociale che rischia di assumere risvolti esplosivi.
I temi della Sanità e dei rifiuti, così come quelli del Mezzogiorno, molto presenti nell'attività politica del movimento regionalista L'Altro Sud, trovano, dunque, ancora una volta piena convergenza con quelli della formazione ambientalista italiana. Si rafforza, in tal modo, quel laboratorio politico, unico in Italia, partito dalle regionali campane, che vede, così come in molte realtà europee, l'affermazione di una sinergia tra movimenti politici legati alle tematiche ambientali e formazioni identitarie territoriali.
 
L’ALTRO SUD
Ufficio Stampa
   
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NIENTE MERIDIONALI NELLE UNIVERSITA' LOMBARDE: ENNESIMO ATTACCO ALLA COSTITUZIONE.

NAPOLI 23/09/2010. L’ultimo attacco della Lega Nord ai meridionali riguarda questa volta la possibilità di accesso alle Università a numero chiuso. Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato, nella commissione competente Cultura e formazione professionale, una norma che prevede il diritto di prelazione dei lombardi nelle Università a numero chiuso. Innanzitutto, nei test non si terrà più conto del voto del diploma che, secondo il Consigliere leghista Orsatti «in alcune regioni del Sud è dato notoriamente con generosità». L’ennesimo rospo da ingoiare – si legge in un comunicato ufficiale della Segreteria politica de L’ALTRO SUD. A prescindere dal voto del diploma, chi vale, saprà farne a meno. D’altra parte – continua il comunicato - la stragrande maggioranza dei concorsi pubblici non dà punti per il voto di diploma o di laurea e, nonostante ciò, sono comunque i meridionali a vincerli. Sarà perché ne partecipano di più, sarà perché sono più bravi o sarà, secondo alcuni, perché sono più raccomandati anche quando vincono un concorso a Cernusco sul Naviglio. Ma è così, e nessuno può farci niente. Nemmeno Orsatti.
Ma ciò che L’ALTRO SUD bolla come inaccettabile nella norma in corso di approvazione a Milano, è garantire una corsia preferenziale per gli studenti che siano residenti in Lombardia da almeno cinque anni. Norma, prima di tutto incostituzionale perché discrimina e, la Costituzione italiana, se qualcuno non se ne fosse accorto, fonda la nostra convivenza su un articolo che vieta le discriminazioni e parla di obbligo per le istituzioni, quindi anche per la Regione Lombardia, di garantire l’eguaglianza sostanziale tra i cittadini, anche se terroni. Ma soprattutto, è una norma moralmente ed eticamente indegna perché introduce una specie di raccomandazione di Stato (di Regione in tal caso). Si proprio quella, la raccomandazione! Una delle piaghe del Mezzogiorno. Capo d’accusa da cui molti dipendenti pubblici meridionali, specie al Nord, devono difendersi giornalmente anche se hanno vinto il concorso onestamente. Una “raccomandazione istituzionalizzata“, quella lombarda, dove la discriminante non è la conoscenza o l’aggancio con il potente di turno ma è l’essere di “pura razza bresciana” piuttosto che “lodigiana“.
Chissà se le Istituzioni meridionali – conclude il comunicato - faranno altrettanto verso i cittadini settentrionali? Mettiamo che l’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria decida di non ammettere al concorso per l’abilitazione alla professione i cittadini bresciani. Non sia mai che qualcuno di Brescia decida di andare a rubarsi l’abilitazione di avvocato a Reggio, e poi magari diventa pure Ministro!
 
L’ALTRO SUD
Ufficio Stampa
 

   
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PARTITA LA CAMPAGNA "100 BANCHETTI" E LA RACCOLTA FIRME CONTRO BRUNETTA.      

 

NAPOLI 16/09/2010. Grande partecipazione di stampa e pubblico alla manifestazione di protesta contro le affermazioni del Ministro Brunetta mercoledì 15 settembre 2010 a Napoli presso la pizzeria Sorbillo. Nell’occasione è stata presentata la raccolta firme per chiedere le dimissioni del Ministro che è continuata giovedì 16 in via Scarlatti a Napoli dove si sono raccolte centinaia di firme in poche ore. La raccolta, che rientra nell’iniziativa “100 BANCHETTI” si rinnoverà nelle prossime manifestazioni e rassegne organizzata da L’ALTRO SUD. Di seguito, il testo della petizione che invieremo al Ministro.
"Con la presente petizione si chiede al Ministro Renato Brunetta di dimettersi dal proprio incarico.
Questa petizione è inoltrata a seguito delle recenti dichiarazioni che lo stesso ha reso su Napoli, Caserta e la Calabria: «Se non avessimo la Calabria, la conurbazione Napoli-Caserta, l’Italia sarebbe il primo paese d’Europa […]». La conurbazione Napoli-Caserta è «un cancro sociale e culturale. Un cancro etico, dove lo Stato non c'è, non c'è la politica, non c'è la società».
Tali dichiarazioni sono evidentemente intrise di razzismo anti-meridionale. Con esse si dipinge le aree citate, e con esse tutto il Mezzogiorno, solo come un luogo di degrado, criminalità ed emarginazione facendo un torto a quei milioni di cittadini onesti, efficienti e lavoratori che vi abitano ed a quelli che, pagandone le conseguenze personalmente, fanno di tutto per dare a queste terre il futuro che merita.
Ma ciò che è più grave è che dal Ministro non arrivano proposte concrete come sarebbe normale che fosse. Solo insulti insomma. Ma di Ministri che, nel vuoto di idee e volontà di fare qualcosa per il Mezzogiorno, usano solo gli insulti, non ne abbiamo certo bisogno.
Si chiede pertanto, al Ministro in indirizzo, di dimettersi dal proprio incarico con beneficio del bilancio dello Stato e della dignità dei cittadini meridionali."
 
CORDIALI SALUTI
 
Si allegano n° ………..firme.
   
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IL PREGIUDIZIO ANTI-MERIDIONALE LEGHISTA CONTAGIA TUTTO IL GOVERNO DI CENTRO-DESTRA E AFFONDA IL MEZZOGIORNO.

NAPOLI 14/09/2010. Le ultime vergognose affermazioni dei ministri Tremonti e Brunetta su Napoli, Caserta, la Calabria e, più in generale sul Meridione, confermano il crescendo di ostilità e pregiudizio dei cosiddetti politici padani nei riguardi dei cittadini del Sud Italia. Per rispondere a questa inaccettabile discriminazione che offende e umilia una intera comunità di oltre venti milioni di abitanti, L'Altro Sud – UDS, lancia per l'autunno una vasta campagna di opposizione e di sensibilizzazione popolare sui temi della disparità territoriale e della imminente secessione regionale.
 “100 BANCHETTI”. Questo il nome dell'iniziativa che partirà giovedì 16 Settembre da Via Scarlatti a Napoli, a partire dalle ore 16.00, e che coinvolgerà e impegnerà i nostri militanti con lo scopo di infondere tra la gente una più forte consapevolezza sulla drammatica condizione economico-sociale delle nostre regioni e sul clima di rancore e di quotidiana intimidazione che proviene dai nostri governanti.
Un'iniziativa politica senza precedenti, nei nostri territori, di formazione pubblica e di confronto diretto con i cittadini per costruire insieme una grande coscienza critica popolare.
Inoltre, domani 15 settembre alle ore 11.00, Verdi e L'Altro Sud daranno il via alla raccolta firme per chiedere la rimozione del Ministro Brunetta. L'evento si terrà presso la pizzeria Sorbillo in via dei Tribunali (Napoli).
   
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L'ALTRO SUD denuncia Radio Padania.

NAPOLI. 14/07/2010. Il movimento meridionalista L’ALTRO SUD, ha inviato un esposto al Procuratore della Repubblica di Milano chiedendo un’attenta analisi della propaganda razzista di radio Padania. Sono anni che questa radio conduce una vergognosa propaganda razzista ed antimeridionale ed è inaccettabile che lo faccia impunemente. Siamo certi che nella condotta dell’emittente  siano configurabili gli estremi del reato di "Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi" che la Legge 205/1993 punisce con pene fino a tre anni di reclusione – si legge in una nota ufficiale del movimento.
L’ultimo episodio è quello di un commento sull’assassinio di due cittadini meridionali in Germania per una banale lite con un cittadino tedesco su una partita di calcio. Un radioascoltatore, il 9 luglio scorso, commentava l’episodio in tal senso: questi criminali 'ndranghetisti ti spazzano via: quel poveraccio di Hannover probabilmente si è sentito in pericolo e si è difeso come poteva, quindi non è da rimproverare, noi li conosciamo bene i sudisti. Mi spiace solo che ne pagherà le conseguenze. Il tutto andava in onda con il sottofondo delle risatine beffarde del conduttore.
E’ impensabile come tutto questo possa essere trasmesso da una radio con un bacino d’utenza enorme, come se nulla fosse- conclude la nota. Anni di trasmissioni simili, generano odio, spaccano il Paese e provocano conseguenze inimmaginabili. Milioni di meridionali vivono al Nord in uno stato di disagio notevole, di semi-apartheid generata da decenni di propaganda antimeridionale. E’ arrivato il momento che chi compie questo tipo di reati cominci a pagarne le conseguenze.
 
L’Ufficio Stampa
 

Nota: link alla telefonata a cui si fa riferimento nel comunicato: http://danielesensi.blogspot.com/2010/07/telefonata-shock-su-radio-padania-i-due.html

 

   
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Milano città Mediterranea?

NAPOLI. 12/07/2010. Oggi è stato inaugurato a Milano il MedForum 2010. Un Convegno internazionale per ridare slancio all’affascinante progetto dell’Unione per il Mediterraneo. Ancora una volta, le città del Mezzogiorno d’Italia non giocano nessun ruolo in questo processo: ''Milano ha la vocazione di essere il ponte economico e culturale tra l'area del Mediterraneo e l'Europa continentale'' – ha dichiarato il Sindaco di Milano Letizia Moratti.
Appare quantomeno miope, si legge in una nota ufficiale del movimento meridionalista L’ALTRO SUD, la scarsa considerazione che, da parte dell’attuale Governo, hanno avuto città come Napoli, Palermo e Bari nel processo di costruzione dell’Unione per il Mediterraneo. Mai che fossero state proposte per un ruolo, come quello di sede dell’Upm o quantomeno dei Forum Euromediterranei. Men che meno si è pensato al potenziamento infrastrutturale delle aree del Mezzogiorno per far si che esse possano svolgere una reale funzione di piattaforma logistica del Mediterraneo.  
Appare sempre più evidente l’istinto di rapina, di una certa parte politica, nei confronti del Mezzogiorno d’Italia: dopo la sottrazione di fondi per la coesione territoriale (i cd. Fondi FAS), si è cominciato ora a sottrarre alle regioni del Mezzogiorno anche quel naturale ruolo di centro del Mediterraneo che la natura ha voluto dargli, ma che secondo alcuni non meriterebbe.
 
L’Ufficio Stampa
 

   
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Fermiamoli: L’Altro Sud denuncia l’ennesima discriminazione del governo leghista e si schiera al fianco dei docenti precari meridionali.

Napoli. 22/04/2010. Lo aveva ordinato Bossi: ”dopo il federalismo, bisogna passare anche alla riforma della Scuola. Non possiamo lasciare martoriare i nostri figli da gente che non viene dal nord.” E il ministro Gelmini supinamente esegue. “I professori andranno scelti su basi regionali, seguendo il criterio della residenza”, quindi un reclutamento dei docenti non più nazionale. Questo il prossimo passo del governo Berlusconi che rischia di cancellare, in un sol colpo, ”le graduatorie di 400.000 precari docenti e del personale Ata.” Inoltre, in questo tipo di modello di reclutamento, il dialetto diverrà prevalente rispetto al bilinguismo europeo come la provenienza etnica e religiosa.
Ancora una volta il governo leghista stravolge la democrazia, portando avanti un progetto discriminatorio, anticostituzionale e separatista, basato sulla creazione di vincoli che dividono i cittadini italiani in possesso di titoli di studio validi su tutto il territorio nazionale.
 Dopo aver dequalificato il sistema formativo, falciato le cattedre, revocato agli handicappati il diritto al sostegno, espropriato il “tempo pieno” soppresso la sperimentazione, questo progetto-vergogna fa seguito alla riproposizione delle “gabbie salariali”, all’attacco dei giudici meridionali, al federalismo secessionista, all’ostilità verso quei meridionali che vanno a curarsi nelle regioni del nord. Dunque, decine di migliaia di docenti precari meridionali rischiano di essere scavalcati in graduatoria da colleghi molto più giovani e senza esperienza.
Per tutti questi motivi, L’Altro Sud, sosterrà totalmente la battaglia dei precari meridionali con una serie di iniziative, e interverrà nelle sedi opportune per difendere i diritti costituzionali dei cittadini del Mezzogiorno, oggi messi in discussione dall’arroganza leghista. Inoltre farà appello al Capo dello Stato Giorgio Napolitano affinché faccia sentire la sua autorevole voce in questa fase di totale disgregazione nazionale.
 
L'Ufficio Stampa
   
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L'ALTRO SUD chiede la sospensione della trasmissione "l'ultima parola"

NAPOLI, 5/4/2010. Lo scorso 2 aprile è andata in onda su Rai 2 la trasmissione "l'ultima parola", condotta dall'ex direttore de "la Padania", Gianluigi Paragone.
La trasmissione, pervasa da un profondo spitito antimeridionale, descrive il Mezzogiorno esclusivamente come luogo di inefficienze, sprechi, ruberie, corruttele, ledendo la dignità di quei milioni di persone oneste che ne sono maggioranza.
Il movimento politico L'ALTRO SUD, considera scandaloso che sulle reti del servizio pubblico vadano in onda trasmissioni così profondamente ostili ad una parte del paese e intraprenderà nei prossimi giorni ogni possibile iniziativa per chiedre al CdA della Rai la sospensione della trasmissione.

L'Ufficio Stampa
www.laltrosud.it

L'Ultima parola del 2 Aprile: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4afd29e2-0a64-4b16-ab93-2213ab43d89f.html?p=0

   
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 Regionali 2010    
NAPOLI, 17/02/2010. L’Altro Sud-UDS e i Verdi lanciano in Campania la sfida di un nuovo progetto politico, unico in Italia.
 
I cambiamenti delle classiche categorie ideologiche aprono la strada a nuove forme di identità politica che maggiormente si adattano alle trasformazioni della società e si dimostrano più vicine ai cittadini.
Territorio e ambiente, regionalismo solidale e difesa della natura, convergono in un innovativo laboratorio politico, tutto meridionale, rappresentato dalla collaborazione tra L’Altro Sud e i Verdi.
Alle prossime elezioni regionali in Campania, i valori della comunità, della legalità, della solidarietà sociale e dell’ambiente, trovano un momento di sintesi per offrire ai cittadini campani un’alternativa concreta al degenerare delle tradizionali forme di rappresentanza politica.
Così come avviene nel Parlamento europeo, con la convergenza storica tra Verdi (the Green) e Libera Alleanza europea (EFA), anche in Campania parte quest’innovativo percorso politico, per dare voce e protagonismo a quella parte della società civile rimasta sinora esclusa dalle scelte fondamentali che riguardano la vita di ognuno di noi. 
 
L’Ufficio Stampa
   
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L'ALTRO SUD incontra Luigi De Magistris.

Lo scorso 15 gennaio 2009, esponenti e simpatizzanti de L'ALTRO SUD hanno incontratto alla libreria Treves di Napoli l'eurodeputato Luigi de Magistris.

In una sala gremita, si è affrontato il tema della necessità di rinnovare la politica locale come principale strumento di rilancio del Mezzogiorno.  Faccia a faccia con le personalità della società civile napoletana e meridionale. L'ex PM si è confrontato con i rappresentanti del movimento “L’Altro Sud-UDS”, insieme a esponenti del mondo politico meridionale, della cultura e dei media.
Diverse sono per de Magistris le linee guida alle quali la politica deve attenersi per rilanciare il Sud: in primis il "rispetto della legalità" e una "gestione diversa dei fondi pubblici". L'ex magistrato ha usato parole dure in riferimento agli episodi di Rosarno: ha parlato di "pulizia etnica" e di "una pagina vergognosa del nostro Paese".

L'Ufficio stampa

   
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