Wednesday, June 26, 2019   ::  
      

"IN NOME DEL POPOLO MERIDIONALE"         

  

 

 

Manifesto EFA per le Elezioni europee 2019

 

 

 http://www.e-f-a.org/home/

 

L'Altro Sud-UDS è membro  del Partito europeo dell'EFA (European Free Alliance) e dell'APL(Alleanza dei Popoli liberi). Aderisce al gruppo dei partiti autonomisti nazionali per un "Patto di Autogoverno". Collabora con l'Istituto Internazionale per il Regionalismo e il Federalismo presso Monaco di Baviera 

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L’Altro Sud is a cultural-political movement which is inspired  by European Regionalism. The South of Italy (Two Sicilies) is an ancient and authoritative nation with about eight centuries of common history. The purpose of this organization is to contribute, with other European territories, at the construction of a Europe of the Peoples and of the Cultures. Defend the interests of the Southern Italian Regions in a Europe of the solidarity and identity.

 

 

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L'Altro Sud riporta Le Due Sicilie in Europa (vedi il filmato)

I"l nostro è un Paese in pezzi. Ripeterlo fa paura, ma non è detto che sia un male" . Un libro infuocato, che irrompe con forza nel dibattito politico e tratteggia scrupolosamente gli scenari di un futuro che non è mai stato così prossimo.

 

 

 

   
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 Siti di riferimento collegati    

 APL (Alleanza Libera dei Popoli)

  EFA  (European Free Alliance)

Esquerra  (Esquerra Republicana de Catalunya:partito nazionalista progressista Catalano)

BNG (Bloque Nacionalista Galego:partito nazionalista progressista Galiziano)

BLOC (El BLOC Nacionalista Valencià:partito nazionalista progressista Valenziano)

SNP (Scottish National Party: partito nazionalista progressista Scozzese) 

di Lerro Giorgio

 

 

"STEFANO" Prodotti di alta qualità

   

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Fermiamo lo scempio in Basilicata dove si potrebbe destinare fino al 70% del territorio regionale allo sfruttamento petrolifero. Serve una mobilitazione permanente delle popolazioni meridionali contro questa violenza dello stato italiano che continua a considerare il Mezzogiorno solo una colonia da spremere e che ha consegnato i nostri territori alle compagnie petrolifere

 ORA E' TEMPO DI REAGIRE!

   
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Video "Un Altro Sud c'è". Rassegna di immagini del Sud stereotipato della criminalità e del degrado contrapposto al Sud positivo, della gente perbene, degli eroi, della cultura, dell'arte, della Storia di un popolo che è stato Nazione per otto secoli.

   
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 LIBERA    

L'ALTRO SUD aderisce a

   
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Mission

"United in diversity", states the European Union. The European Parliament needs to guarantee that we live up to that statement and defend our diversity, a diversity which is best measured by the well being of Europe’s national and linguistic minorities.

Role of the Intergroup
The Intergroup serves as an open forum for exchanging ideas and views on the situation and future of traditional minorities, national communities and languages. In order to promote awareness and understanding of minority issues in Europe, the Intergroup serves as a meeting point for political groups, European institutions, non-governmental organisations and minority representatives. 
   
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Nicola Perrini, ingegnere, docente di elettronica con numerose esperienze professionali - in particolare nel campo delle Energie Rinnovabili e dell'impiantistica industriale - è attualmente Coordinatore Nazionale de L'Altro Sud-UDS. Meridionalista doc, è autore stimatissimo di numerosi contributi sulla Questione Meridionale e sulle nuove opportunità di sviluppo del Mezzogiorno. 

coordinamento.nazionale@laltrosud.it 

   
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 VIVI IL SUD    

ORA PENSIAMO A NOI. Diamo forza alle nostre realtà produttive.

Dei prodotti che i cittadini meridionali acquistano, solo il 6% è made in Sud. Un consumo più consapevole potrebbe ribaltare il destino della nostra terra.

Ti invitiamo a comprare, dove è possibile, prodotti del nostro Sud o fare una vacanza nelle nostre bellissime regioni. Inviaci il tuo nome, costruiremo insieme, con orgoglio, un grande esercito di cittadini che, amando la propria comunità, scende in campo concretamente per difendere l'occupazione e la ricchezza di tutto il Mezzogiorno. 

Inviaci la tua adesione a:

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Intervista ad Antonio Gentile (presidente L'ALTRO SUD)

   
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 BALCANIZZAZIONE DEI TERRITORI E RISCHI PER GLI STATI NAZIONALI    
Location: BlogsL'ALTRO SUD    
Posted by: 242658@aruba.it 24/09/2009 16.17

BALCANIZZAZIONE DEI TERRITORI E RISCHI PER GLI STATI NAZIONALI

Riporto di seguito una parte di un mio lavoro che metto a disposizione di quanti vogliano approfondire i moderni processi di destrutturazione degli Stati nazionali e le ragioni di tanta ostilità dei territori ricchi, all'interno degli Stati nazionali, verso quelli poveri. Vedi il fenomeno LEGA NORD. Gaetano Pietropaolo.


[...]L
a globalizzazione del mondo è accompagnata, e talvolta contrastata, da due fenomeni che hanno cause ed impatti economici di rilievo: la costituzione di blocchi regionali e la tendenza alla frammentazione degli Stati nazionali.
La costituzione di blocchi regionali è un fenomeno che non si estende solo alla dimensione Est – Ovest ma anche Nord – Sud. Si pensi all’UE, all’ASEAN, al NAFTA ecc.. In pratica ciascun polo avanzato tende ad espandersi inglobando una riserva di manodopera a basso costo a cui trasferire le produzioni a più alta intensità di lavoro. L’allargamento dell’UE ad Est ed al Mediterraneo segue questo fenomeno.
L’altro processo che si accompagna alla globalizzazione è quello della frammentazione. Si tratta dell’emergere di tendenze regionaliste e localiste: la cosiddetta balcanizzazione degli Stati. Un processo che ha riguardato Stati multietnici e multinazionali, come l’ex Jugoslavia, l’ex Cecoslovacchia, l’ex URSS, il Belgio, ma anche Stati apparentemente omogenei dell’Europa Occidentale dove in realtà l’elemento etnico, spesso inesistente, è un pretesto per giustificare una vera e propria rivolta dei ricchi contro i poveri. Rivolta, che gli Stati nazionali sono poco attrezzati a fronteggiare. Si tratta del conflitto tra libertà, da cui dipende lo sviluppo economico, e solidarietà, da cui dipende la coesione sociale.
Questo conflitto nasce dall’evolversi delle ragioni che giustificano gli Stati nazionali. Lo Stato liberale dell’800 e dell’inizio del ‘900 garantiva all’industria una zona economica esclusiva, l’ordine pubblico, la protezione alle frontiere e il sostegno con le commesse pubbliche. Tali servizi giustificavano il trasferimento di parte della ricchezza dall’industria alle regioni più povere per sostenerne lo sviluppo e per “nazionalizzare” i ceti più deboli.
Dopo la seconda guerra mondiale, il ruolo dello Stato ha assunto ancora più peso trasformandosi in Stato del benessere, anche per resistere all’infiltrazione comunista tra le masse.
Con la fine della guerra fredda, sono cadute molte di queste motivazioni strategiche che giustificavano l’esistenza degli Stati nazionali con funzioni di riequilibrio territoriale e sociale e, nel contempo, è scoppiata la competizione economica internazionale.
Alcuni esperti come il giapponese Kemiki Ohmae hanno parlato dell’emergere al posto degli Stati – nazione di "Stati – città" o "Stati – regione". Arcipelaghi di ricchezza in un oceano di marginalità rispetto ai centri decisionali. Scenario questo che sta originando strutture politico – economiche simili a quelle esistenti nel Medioevo: con Sacri Romani Imperi, si pensi al WTO, che esercitano un’azione generale di coordinamento per evitare l’anarchia totale del sistema ma con centri locali di potere e di decisione.
Sintetizzando, potremmo dire che ormai gli Stati nazionali non hanno economie, ma fanno parte di quella che Wallerstein definisce l’unica economia – mondo. Lontana dall’essere società o mondi separati, l’economia mondo manifesta una divisione tripartita del lavoro con le zone del nucleo, della semi-periferia e della periferia. Le attività economiche delle zone del nucleo, con il supporto degli Stati che vi operano dentro, monopolizzano le attività più vantaggiose della divisione del lavoro. Ci sono molti modi di attribuire un territorio specifico al nucleo, alla semi-periferia o alla periferia. Usando una definizione di dominanza convenzionale e basata sull’esperienza nel rapporto tra territori, possiamo definire il “nucleo” come composto “dai territori liberi” che dominano gli altri senza essere dominati, la “semi-periferia” come i territori che sono dominati (solitamente ma non necessariamente dai paesi del nucleo) e allo stesso tempo dominano altri (solitamente della periferia) e la “periferia” come i territori che sono dominati senza dominarne a loro volta.
E’ importante non confondere i territori con gli Stati . Una delle tendenze moderne infatti è il declino degli Stati a favore dell’emergere di zone (del nucleo, semi-periferiche o periferiche) dentro gli Stati, dando vita ad una sorta di neo-colonialismo interno.
Evidentemente l’esistenza degli Stati nazionali è messa in seria crisi. La loro sopravvivenza dipenderà dalla loro capacità di sostenere l’espansione della ricchezza. Solo ciò potrà rilegittimarli di fronte alle regioni ed ai ceti più ricchi, giustificando i sacrifici che essi impongono in nome della solidarietà nazionale. [...]

           Gaetano Pietropaolo

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Re: BALCANIZZAZIONE DEI TERRITORI E RISCHI PER GLI STATI NAZIONALI    By Michele Lacriola on 10/01/2010 22.32
Il sistema "nazione" è entrato in crisi, così come, secoli addietro, entrò in crisi il sistema "polis" e il sistema "impero". Penso però che, se la cosa viene gestita con cura, la cosa non è critica, anzi può essere uno slancio di un nuovo sivulppo mondiale per tutte le realtà mondiali, da quelle più ricche dell'Europa e dell'America a quelle sinora più povere ed emarginate (Africa, Asia)


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