mercoledì 13 novembre 2019   ::  
      

"IN NOME DEL POPOLO MERIDIONALE"         

  

 

 

Manifesto EFA per le Elezioni europee 2019

 

 

 http://www.e-f-a.org/home/

 

L'Altro Sud-UDS è membro  del Partito europeo dell'EFA (European Free Alliance) e dell'APL(Alleanza dei Popoli liberi). Aderisce al gruppo dei partiti autonomisti nazionali per un "Patto di Autogoverno". Collabora con l'Istituto Internazionale per il Regionalismo e il Federalismo presso Monaco di Baviera 

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L’Altro Sud is a cultural-political movement which is inspired  by European Regionalism. The South of Italy (Two Sicilies) is an ancient and authoritative nation with about eight centuries of common history. The purpose of this organization is to contribute, with other European territories, at the construction of a Europe of the Peoples and of the Cultures. Defend the interests of the Southern Italian Regions in a Europe of the solidarity and identity.

 

 

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L'Altro Sud riporta Le Due Sicilie in Europa (vedi il filmato)

I"l nostro è un Paese in pezzi. Ripeterlo fa paura, ma non è detto che sia un male" . Un libro infuocato, che irrompe con forza nel dibattito politico e tratteggia scrupolosamente gli scenari di un futuro che non è mai stato così prossimo.

 

 

 

   
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 Siti di riferimento collegati    

 APL (Alleanza Libera dei Popoli)

  EFA  (European Free Alliance)

Esquerra  (Esquerra Republicana de Catalunya:partito nazionalista progressista Catalano)

BNG (Bloque Nacionalista Galego:partito nazionalista progressista Galiziano)

BLOC (El BLOC Nacionalista Valencià:partito nazionalista progressista Valenziano)

SNP (Scottish National Party: partito nazionalista progressista Scozzese) 

di Lerro Giorgio

 

 

"STEFANO" Prodotti di alta qualità

   

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Fermiamo lo scempio in Basilicata dove si potrebbe destinare fino al 70% del territorio regionale allo sfruttamento petrolifero. Serve una mobilitazione permanente delle popolazioni meridionali contro questa violenza dello stato italiano che continua a considerare il Mezzogiorno solo una colonia da spremere e che ha consegnato i nostri territori alle compagnie petrolifere

 ORA E' TEMPO DI REAGIRE!

   
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Video "Un Altro Sud c'è". Rassegna di immagini del Sud stereotipato della criminalità e del degrado contrapposto al Sud positivo, della gente perbene, degli eroi, della cultura, dell'arte, della Storia di un popolo che è stato Nazione per otto secoli.

   
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 LIBERA    

L'ALTRO SUD aderisce a

   
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Mission

"United in diversity", states the European Union. The European Parliament needs to guarantee that we live up to that statement and defend our diversity, a diversity which is best measured by the well being of Europe’s national and linguistic minorities.

Role of the Intergroup
The Intergroup serves as an open forum for exchanging ideas and views on the situation and future of traditional minorities, national communities and languages. In order to promote awareness and understanding of minority issues in Europe, the Intergroup serves as a meeting point for political groups, European institutions, non-governmental organisations and minority representatives. 
   
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Nicola Perrini, ingegnere, docente di elettronica con numerose esperienze professionali - in particolare nel campo delle Energie Rinnovabili e dell'impiantistica industriale - è attualmente Coordinatore Nazionale de L'Altro Sud-UDS. Meridionalista doc, è autore stimatissimo di numerosi contributi sulla Questione Meridionale e sulle nuove opportunità di sviluppo del Mezzogiorno. 

coordinamento.nazionale@laltrosud.it 

   
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 VIVI IL SUD    

ORA PENSIAMO A NOI. Diamo forza alle nostre realtà produttive.

Dei prodotti che i cittadini meridionali acquistano, solo il 6% è made in Sud. Un consumo più consapevole potrebbe ribaltare il destino della nostra terra.

Ti invitiamo a comprare, dove è possibile, prodotti del nostro Sud o fare una vacanza nelle nostre bellissime regioni. Inviaci il tuo nome, costruiremo insieme, con orgoglio, un grande esercito di cittadini che, amando la propria comunità, scende in campo concretamente per difendere l'occupazione e la ricchezza di tutto il Mezzogiorno. 

Inviaci la tua adesione a:

laltrosud@laltrosud.it

   
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Intervista ad Antonio Gentile (presidente L'ALTRO SUD)

   
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 L'ISOLA CHE NON C'E'    
Luogo: BlogsL'ALTRO SUD    
Inviato da: 242658@aruba.it 21/09/2009 11.43

L'ISOLA CHE NON C'E'

I tanti articoli che ho scritto, belli o brutti, interessanti o meno che fossero, hanno contenuto la costante denuncia dei mali del Sud, delle ingiustizie subite dal territorio e dalle genti meridionali, e l’impegno a profondere la sua storia ed il recupero della memoria per una presa di coscienza di dignità e riscatto. Ecco, pur nell’amarezza, credo abbiano sempre infine contenuto una propositività, una reattività per un futuro migliore del Sud.
Ora, in questi giorni, credo di vivere una molto sgradevole sensazione di vuoto, d’impotenza e una presa d’atto di una depressione, d’una stanchezza che fa stranamente da controaltare al tanto parlare che si fa di Sud in questi mesi. L’Italia credo che viva uno dei momenti più bassi della sua storia politica : un governo che più che un nemico o avversario politico trasmette il convincimento d’avere di fronte una banda di malaffare, cialtronesca, circense (scusandomi con la specifica categoria), di profilo culturale ed etico di media/bassa levatura, con una Lega a ruota libera, un’informazione asservita e squallidamente preda del gossip. Un’opposizione non degna di tal nome, frantumata e senza alcun anelito di forte contrapposizione, con idee deboli e poco aggreganti completa il quadro politico d’un popolo confuso, ignorante e preda di disvalori che lo hanno portato all’accettazione supina verso questo status o al disincanto e disinteresse totale. Il Sud è la vittima predestinata che ormai o trova al suo interno il bandolo della matassa o va dritto alla sua disintegrazione.
E il meridionalismo e i meridionalisti? In questi giorni ho ascoltato per radio una splendida canzone del nostro Edoardo Bennato, il cui titolo mi si è subito configurato come perfettamente calzante ed esplicativo di cosa è oggi il meridionalismo e i meridionalisti : L’isola che non c’è ! Ebbene, purtroppo, facendone parte anche io impropriamente o a giusto titolo, dire ciò non mi inorgoglisce di certo, ma tant’è! Vi siete mai trovati in una corsia d’un’ospedale del Sud (magari di pronto soccorso) per Voi stessi, un Vs. caro, un amico? O Vi siete trovati, in questi giorni, a dover accompagnare un bambino per il suo primo giorno di scuola, trovandola chiusa perché non c’è il bidello per aprirla (causa i tagli di personale – per la ben nota piena occupazione al Sud - che una ministra secchione ha decretato con un atto di arrogante macelleria politica) ? E allora, in merito al meridionalismo e ai meridionalisti :
-         vittima di queste (fra tante altre mille cose) questo popolo non può capire e aspettare che sia completata l’opera di conoscenza, consapevolezza e informazione che i Neoborbonici (pur riconoscendone la primogenitura su analisi di sano revisionismo) propugnano; il popolo (ammesso che si giunga a completare – e in quali tempi – l’operazione) lo troverebbero ormai disintegrato, perso, distrutto più di quello che è già ora.
-         questo popolo non può capire ed aspettare che i Comitati Due Sicilie (lodevoli per il loro attivismo), costola staccatasi dal neoborbonismo perché in cerca di un suo status politico, ad oggi questo status non l’abbiano trovato ancora se non seguendo i percorsi interni al MpA e la regolazione di conti fra i suoi colonnelli.
-         questo popolo non può capire ed aspettare che il Partito del Sud (a cui riconoscere i risultati ottenuti su più aspetti in quel di Gaeta), nato nel 2002 e a 7 anni di distanza ancora non abbia una rappresentanza in Campania e in particolare a Napoli, capitale del Sud, vanificando il suo anelito ad essere partito di riferimento nel meridione e rischiando di mortificare il suo ruolo a partito di paese (fra Gaeta e Suzzara).
-         questo popolo non può capire ed aspettare che L’Altro Sud (di cui sottolineare l’attenzione e i consensi ricevuti a un anno dalla sua nascita) continui il suo processo di crescita per definirsi in riferimento politico per il Sud, rischiando d’impiegare tempi troppo lunghi che potrebbero sfiorare il decennio.
-         questo popolo non può capire ed aspettare che Insorgenza Civile (cui dar atto dell’attenzione e l’impegno su temi concreti territoriali) riesca a rendere credibile la sua posizione indipendentista riuscendo a far crescere il consenso su questo tema, fra intemperanze e attacchi che creano spesso sconcerto e poco propedeutici ad un’unità delle forze meridionaliste.
-         questo popolo non può capire ed aspettare che padri del meridionalismo, come Zitara (verso cui esser riconoscenti e debitori per l’opera d’informazione e d’analisi), dopo decenni di scritti, idee e proposte, tese al separatismo, all’indipendentismo, alla spinta per una dura e spesso sacrosanta rivendicazione riparatrice, ora (con un triplo salto carpiato all’indietro, e pur comprendendo la delusione e la stanchezza per mancanza di risultati) proponga e sostenga il traghettamento verso forze istituzionali, creando sgomento e disorientamento.
-         questo popolo non può capire ed aspettare di verificare la genuinità e l’onestà di tentativi di neo costituendi movimenti per il Sud fatti da politici istituzionali fino ad ieri (e chissà quanto ancor oggi) come la Poli Bortone e/o Ronghi che cavalcano l’onda Sud (sinceramente o meno) ma faticando in chiarezza e presa di distanze ufficiali dalla vecchia politica
-         questo popolo non può capire ed aspettare che si realizzi in tempi biblici la Federazione o Confederazione o Unità -che dir si voglia - tra i suddetti movimenti meridionalisti, minata dalle perduranti diatribe tra i segretari di alcuni movimenti, lo snobismo, o il protagonismo pervicace e provocatorio (oltre che non costruttivo) di altri innamoratisiforse troppo della propria figura e delle proprie idee.
 
E fin qui abbiamo parlato del meridionalismo più visibile e di qualche minimo peso, senza andare all’analisi delle tante altre più piccole forze e associazioni.
Insomma il meridionalismo e i meridionalisti oggi sembrano più somigliare a L’isola che non c’è, ad un’idea e concretizzazione cercata e non trovata, auspicata e non individuata, ambita e non risolta, voluta ma non inquadrata e organizzata.
Che dire….che la sorte accompagni al meglio le vicende presenti e quelle future del nostro martoriato Sud, illuminando i residui spazi di luce e buon senso delle nostre menti!
                                                                                                                                          Andrea Balìa
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Noi sappiamo che il Sud è stato tra i principali protagonisti della storia e della civiltà mediterranea ed europea.
 
 
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