giovedì 21 novembre 2019   ::  
      

"IN NOME DEL POPOLO MERIDIONALE"         

  

 

 

Manifesto EFA per le Elezioni europee 2019

 

 

 http://www.e-f-a.org/home/

 

L'Altro Sud-UDS è membro  del Partito europeo dell'EFA (European Free Alliance) e dell'APL(Alleanza dei Popoli liberi). Aderisce al gruppo dei partiti autonomisti nazionali per un "Patto di Autogoverno". Collabora con l'Istituto Internazionale per il Regionalismo e il Federalismo presso Monaco di Baviera 

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L’Altro Sud is a cultural-political movement which is inspired  by European Regionalism. The South of Italy (Two Sicilies) is an ancient and authoritative nation with about eight centuries of common history. The purpose of this organization is to contribute, with other European territories, at the construction of a Europe of the Peoples and of the Cultures. Defend the interests of the Southern Italian Regions in a Europe of the solidarity and identity.

 

 

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L'Altro Sud riporta Le Due Sicilie in Europa (vedi il filmato)

I"l nostro è un Paese in pezzi. Ripeterlo fa paura, ma non è detto che sia un male" . Un libro infuocato, che irrompe con forza nel dibattito politico e tratteggia scrupolosamente gli scenari di un futuro che non è mai stato così prossimo.

 

 

 

   
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 APL (Alleanza Libera dei Popoli)

  EFA  (European Free Alliance)

Esquerra  (Esquerra Republicana de Catalunya:partito nazionalista progressista Catalano)

BNG (Bloque Nacionalista Galego:partito nazionalista progressista Galiziano)

BLOC (El BLOC Nacionalista Valencià:partito nazionalista progressista Valenziano)

SNP (Scottish National Party: partito nazionalista progressista Scozzese) 

di Lerro Giorgio

 

 

"STEFANO" Prodotti di alta qualità

   

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Fermiamo lo scempio in Basilicata dove si potrebbe destinare fino al 70% del territorio regionale allo sfruttamento petrolifero. Serve una mobilitazione permanente delle popolazioni meridionali contro questa violenza dello stato italiano che continua a considerare il Mezzogiorno solo una colonia da spremere e che ha consegnato i nostri territori alle compagnie petrolifere

 ORA E' TEMPO DI REAGIRE!

   
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Video "Un Altro Sud c'è". Rassegna di immagini del Sud stereotipato della criminalità e del degrado contrapposto al Sud positivo, della gente perbene, degli eroi, della cultura, dell'arte, della Storia di un popolo che è stato Nazione per otto secoli.

   
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"United in diversity", states the European Union. The European Parliament needs to guarantee that we live up to that statement and defend our diversity, a diversity which is best measured by the well being of Europe’s national and linguistic minorities.

Role of the Intergroup
The Intergroup serves as an open forum for exchanging ideas and views on the situation and future of traditional minorities, national communities and languages. In order to promote awareness and understanding of minority issues in Europe, the Intergroup serves as a meeting point for political groups, European institutions, non-governmental organisations and minority representatives. 
   
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Nicola Perrini, ingegnere, docente di elettronica con numerose esperienze professionali - in particolare nel campo delle Energie Rinnovabili e dell'impiantistica industriale - è attualmente Coordinatore Nazionale de L'Altro Sud-UDS. Meridionalista doc, è autore stimatissimo di numerosi contributi sulla Questione Meridionale e sulle nuove opportunità di sviluppo del Mezzogiorno. 

coordinamento.nazionale@laltrosud.it 

   
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 VIVI IL SUD    

ORA PENSIAMO A NOI. Diamo forza alle nostre realtà produttive.

Dei prodotti che i cittadini meridionali acquistano, solo il 6% è made in Sud. Un consumo più consapevole potrebbe ribaltare il destino della nostra terra.

Ti invitiamo a comprare, dove è possibile, prodotti del nostro Sud o fare una vacanza nelle nostre bellissime regioni. Inviaci il tuo nome, costruiremo insieme, con orgoglio, un grande esercito di cittadini che, amando la propria comunità, scende in campo concretamente per difendere l'occupazione e la ricchezza di tutto il Mezzogiorno. 

Inviaci la tua adesione a:

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Intervista ad Antonio Gentile (presidente L'ALTRO SUD)

   
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 PETROLIO, IL SUD E' IL NUOVO KUWAIT    
Luogo: BlogsL'ALTRO SUD    
Inviato da: 242658@aruba.it 19/11/2014 18.20

PETROLIO, IL SUD E' IL NUOVO KUWAIT

di Raffaele Santillo ("il Brigante")

La minaccia petrolifera incombe sulle bellezze del Sud del Mediterraneo. Raffiche di richieste, da parte di multinazionali straniere, in questi ultimi mesi, sono state protocollate presso il ministero dell’Ambiente e quello per lo Sviluppo economico italiano, per chiedere il permesso di trivellare. 

La situazione in Sicilia. In Sicilia si pensa già ad un referendum contro le trivellazioni. Arriva in commissione Ambiente all’Ars la proposta referendaria del M5s per fermare le trivellazioni e annullare gli effetti dell’articolo 38 dello Sblocca Italia. Il presidente della commissione Giampiero Trizzino invita Crocetta, che oggi riferirà in aula, a ritirare l’accordo. Greenpeace, Wwf e Italia nostra, sostenuti da Enzo Maiorca e dalla moglie, diffidano il ministero dell’Ambiente dal dare l’ok ai piani di trivellazione nel Canale di Sicilia avanzati da Schlumberger italiana.  A Pantelleria, intanto, è partita una petizione per dire ‘no’ alle trivellazioni nel canale di Sicilia e per esortare il sindaco a chiedere di fare il Parco.

La situazione in Puglia. In queste settimane, sono state molteplici le manifestazioni organizzate in Puglia, contro  le possibili nuove trivellazioni anche nel mar Ionio. La zona di Gallipoli sembra interessare alle multinazionali intenzionate a trovare il petrolio nei mari del Salento. Il 5 novembre scorso, infatti, la Schlumberger Italiana spa ha presentato un’istanza al Ministero per lo Sviluppo Economico per l’avvio di alcune prospezioni nell’area marina che interessa 14 Comuni. L’area indicata nell’istanza è molto vasta e va dal Golfo di Taranto fino alle coste calabresi e Leuca. 

La situazione in Basilicata. La Lucania è la Regione che più di altre è interessata all’argomento ‘petrolio’, se non altro perché ospita il più grande giacimento dell’Europa continentale. Nella giornata di domenica ci sono state numerosi manifestazioni (che saranno replicate anche la settimana prossima) tra le province di Matera e Potenza contro i nuovi provvedimenti fissati dallo Sblocca Italia del Governo Renzi, proprio in materia di trivellazioni. Intanto, l’ufficio stampa della Regione Basilicata annuncia che i reflui petroliferi smaltiti non provocano nessun problema per la salute umana. Questo è il responso dell’Arpab sulle analisi dei reflui petroliferi smaltiti in Tecnoparco, a Pisticci in provincia di Matera che avevano riscontrato la presenza di basse dosi di radioattività. “La Regione Basilicata – è scritto nel comunicato – ha voluto comunque venire incontro alle esigenze di maggiore informazione e tenere un incontro nella sede della Presidenza della Giunta regionale. Il perno della discussione è stato dunque il report dell’Arpab commissionato da Comune e Regione. Arpab rassicura su alcuni punti: la radioattività è bassa, la comparazione con l’acqua potabile scientificamente non indicativa e il trattamento scongiura qualsiasi contaminazione della catena alimentare. Da escludere che ci possano essere quindi effetti sulla salute della popolazione e dell’ambiente. Altrettanto rassicuranti le affermazioni degli altri enti secondo i quali i rifiuti smaltiti rientrano fra quelli previsti nell’Aia, ossia l’Autorizzazione integrata ambientale. Il sindaco di Pisticci, Vito Di Trani, attento alla salute della comunità locale e all’ambiente, ha espresso nel corso della riunione la richiesta che, qualora emergano elementi di preoccupazione, sarebbe necessario procedere subito alla sospensione delle lavorazioni di questi reflui, effettuando al contempo approfondite e dettagliate analisi delle matrici ambientali”.

Cosa pensa il nuovo ministro. In queste ore, da Bruxelles, è giunto il punto di vista del nuovo ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che va a cozzare contro gli amministratori ed ambientalisti. Gentiloni, intervenendo alla conferenza stampa di Bruxelles sulla strategia adriatica-ionica, infatti, ha confermato il progetto del Governo su gasdotto e trivelle. Ecco le sue parole: “Ritengo che il progetto Tap sia importante per il nostro Paese e per alcuni Paesi collegati dalla macro-regione adriatico-ionica, ma è un progetto importante di per sé. Sul gasdotto transatlantico ci sono alcuni aspetti da risolvere, come quello ambientale, che sono convinto risolveremo. In questo momento in cui la questione energetica è calda, e la diversificazione diventa fondamentale. Il nostro obiettivo è la diversificazione. L’Italia è impegnata a garantire sicurezza nell’esplorazione e nello sfruttamento di gas e idrocarburi nel Mediterraneo in generale e nell’Adriatico in particolare. Ci sono circa venti piattaforme operative, e dobbiamo coniugare protezione dell’ambiente alle opportunità economiche che queste attività danno al nostro paese. Dobbiamo lavorare su questo principio”.

 

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Commenti (4)   Aggiungi Commento
Re: PETROLIO, IL SUD E' IL NUOVO KUWAIT    Da Giancarlo a 19/11/2014 19.51
E adesso chi li ferma! Ci prosciugheranno tutto il petrolio, ci inquineranno e alla fine ci lasceranno solo macerie, maledetta Italia.

Re: PETROLIO, IL SUD E' IL NUOVO KUWAIT    Da Eddy a 22/11/2014 18.55
L'Italia utilizza a proprio uso e consumo le nostre risorse senza interpellare i nostri cittadini, è la solita violenza che subiamo come pecore. Non parliamo poi dei nostri politici ridotti al solo compito di ritirare il loro cospicuo stipendio, che schifo!

Re: PETROLIO, IL SUD E' IL NUOVO KUWAIT    Da Carmela a 23/11/2014 18.11
POVERI NOI! In che mani stiamo. <br>Allerta Vesuvio: "Abiti nella zona rossa? È un vantaggio"<br>„"Stare nella zona rossa deve essere visto come un vantaggio e non con disdoro o come una iattura". Queste le parole del capo del Dipartimento di Protezione civile, Franco Gabrielli, che a Pozzuoli ha partecipato all'inaugurazione del Centro operativo comunale di protezione civile.“<br><br><br>

Re: PETROLIO, IL SUD E' IL NUOVO KUWAIT    Da Nicola a 24/11/2014 15.38
Il petrolio sarà eventualmente estratto se, come e quando le popolazioni locali lo riterranno opportuno e solo nel caso ci sia un effettivo e congruo ritorno per i rispettivi territori, in grado di generare occupazione e sviluppo di tecnologie. Gli uffici direttivi, tecnici e commerciali dovranno essere localizzati nelle rispettive regioni e nulla sarà delegato altrove. Lo sfruttamento sarà realizzato solo si riterrà conveniente fare ancora ricorso alle fonti energetiche fossili, nel periodo transitorio di messa a punto delle tecnologie per le rinnovabili, che comunque saranno del tutto prioritarie.


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