martedì 25 giugno 2019   ::  
      

"IN NOME DEL POPOLO MERIDIONALE"         

  

 

 

Manifesto EFA per le Elezioni europee 2019

 

 

 http://www.e-f-a.org/home/

 

L'Altro Sud-UDS è membro  del Partito europeo dell'EFA (European Free Alliance) e dell'APL(Alleanza dei Popoli liberi). Aderisce al gruppo dei partiti autonomisti nazionali per un "Patto di Autogoverno". Collabora con l'Istituto Internazionale per il Regionalismo e il Federalismo presso Monaco di Baviera 

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L’Altro Sud is a cultural-political movement which is inspired  by European Regionalism. The South of Italy (Two Sicilies) is an ancient and authoritative nation with about eight centuries of common history. The purpose of this organization is to contribute, with other European territories, at the construction of a Europe of the Peoples and of the Cultures. Defend the interests of the Southern Italian Regions in a Europe of the solidarity and identity.

 

 

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L'Altro Sud riporta Le Due Sicilie in Europa (vedi il filmato)

I"l nostro è un Paese in pezzi. Ripeterlo fa paura, ma non è detto che sia un male" . Un libro infuocato, che irrompe con forza nel dibattito politico e tratteggia scrupolosamente gli scenari di un futuro che non è mai stato così prossimo.

 

 

 

   
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 APL (Alleanza Libera dei Popoli)

  EFA  (European Free Alliance)

Esquerra  (Esquerra Republicana de Catalunya:partito nazionalista progressista Catalano)

BNG (Bloque Nacionalista Galego:partito nazionalista progressista Galiziano)

BLOC (El BLOC Nacionalista Valencià:partito nazionalista progressista Valenziano)

SNP (Scottish National Party: partito nazionalista progressista Scozzese) 

di Lerro Giorgio

 

 

"STEFANO" Prodotti di alta qualità

   

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Fermiamo lo scempio in Basilicata dove si potrebbe destinare fino al 70% del territorio regionale allo sfruttamento petrolifero. Serve una mobilitazione permanente delle popolazioni meridionali contro questa violenza dello stato italiano che continua a considerare il Mezzogiorno solo una colonia da spremere e che ha consegnato i nostri territori alle compagnie petrolifere

 ORA E' TEMPO DI REAGIRE!

   
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Video "Un Altro Sud c'è". Rassegna di immagini del Sud stereotipato della criminalità e del degrado contrapposto al Sud positivo, della gente perbene, degli eroi, della cultura, dell'arte, della Storia di un popolo che è stato Nazione per otto secoli.

   
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"United in diversity", states the European Union. The European Parliament needs to guarantee that we live up to that statement and defend our diversity, a diversity which is best measured by the well being of Europe’s national and linguistic minorities.

Role of the Intergroup
The Intergroup serves as an open forum for exchanging ideas and views on the situation and future of traditional minorities, national communities and languages. In order to promote awareness and understanding of minority issues in Europe, the Intergroup serves as a meeting point for political groups, European institutions, non-governmental organisations and minority representatives. 
   
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Nicola Perrini, ingegnere, docente di elettronica con numerose esperienze professionali - in particolare nel campo delle Energie Rinnovabili e dell'impiantistica industriale - è attualmente Coordinatore Nazionale de L'Altro Sud-UDS. Meridionalista doc, è autore stimatissimo di numerosi contributi sulla Questione Meridionale e sulle nuove opportunità di sviluppo del Mezzogiorno. 

coordinamento.nazionale@laltrosud.it 

   
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ORA PENSIAMO A NOI. Diamo forza alle nostre realtà produttive.

Dei prodotti che i cittadini meridionali acquistano, solo il 6% è made in Sud. Un consumo più consapevole potrebbe ribaltare il destino della nostra terra.

Ti invitiamo a comprare, dove è possibile, prodotti del nostro Sud o fare una vacanza nelle nostre bellissime regioni. Inviaci il tuo nome, costruiremo insieme, con orgoglio, un grande esercito di cittadini che, amando la propria comunità, scende in campo concretamente per difendere l'occupazione e la ricchezza di tutto il Mezzogiorno. 

Inviaci la tua adesione a:

laltrosud@laltrosud.it

   
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Intervista ad Antonio Gentile (presidente L'ALTRO SUD)

   
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 CONTRO L'ARROGANZA DEI TIRANNI    
Luogo: BlogsL'ALTRO SUD    
Inviato da: 242658@aruba.it 10/07/2013 19.59

CONTRO L'ARROGANZA DEI TIRANNI

di Francesco Toscano

In Italia molte famiglie non riescono più a sfamarsi.  A SFAMARSI, non a permettersi le vacanze esotiche. E’ tutto chiaro? Viviamo una condizione postbellica, disorientati da notizie ottimistiche quanto balorde (Letta: “Ce l’abbiamo fatta!) che ci frastornano, ci immobilizzano e ci destrutturano. Finiremo lentamente annegati in questo mare di odio e perversione che la massoneria reazionaria ha preparato per noi. Chiedetevi: perché siamo ridotti alla fame? Sono forse finiti i beni materiali? Manca il grano? Il progresso tecnico è regredito? Gli uragani hanno distrutto i raccolti di tutto il mondo? Gli alberi si rifiutano di partorire frutti? Nulla di tutto questo. E allora cosa è accaduto? Perché sono ricomparsi i fantasmi dell’Ottocento, quegli stessi che turbano il sonno dei lettori di Charles Dickens e Victor Hugo? Per il capriccio di un manipolo di burocrati permeati da filosofie neonaziste che, da Draghi a Monti, da Olli Rehn a Van Rompuy, credono di essere stati investiti del turpe compito di rinchiudere il bestiame umano (Goym) all’interno di quella stalla maleodorante che lo aveva tenuto  prigioniero e umiliato per secoli. Poniamoci ora un’altra domanda. Perché accettiamo supini questo scempio? Anche le bestie, sapendo di essere condotte al macello, trovano il coraggio di protestare. Noi no. I greci, a furia di gridare, hanno perduto la voce; i portoghesi e gli spagnoli, nell’indifferenza generale, riempiono periodicamente le piazze per palesare sdegno nei confronti delle politiche scellerate promosse da  personaggi infimi e meschini come Pedro Passos Coelho e Mariano Rajoy (a capo, rispettivamente, di Portogallo e Spagna). In Italia tutto tace. Durante la surreale rielezione sul Colle di Giorgio Napolitano, evento degno di un paese sudamericano degli anni ’70, alcuni cittadini tentarono timidamente di accennare un principio di pacifica resistenza. Ma poi, dileguatosi con la coda tra le gambe Grillo, unico leader politico ad avere lucidamente colto la gravità della situazione, la piazza è sparita appesantita da crescenti frustrazioni e sensazioni di impotenza. Ciò che accade in questi giorni in Egitto e in Turchia dovrebbe invece rappresentare uno stimolo e un esempio per tutti i patrioti italiani, europei, liberali, democratici e progressisti che intendono difendere con coraggio e dignità la nostra millenaria civiltà dagli attacchi screanzati di un manipolo di masnadieri infingardi che si nutrono di paure e menzogne. A chi dice che il governo Letta è legittimo perché figlio di equilibri formalmente impeccabili frutto di libere elezioni rispondo: anche Morsi ed Erdogan  sono arrivati al potere attraverso il voto. Ma nessun uomo onesto potrebbe oggi fiancheggiare i Fratelli Musulmani egiziani o le squadracce turche che manganellano cittadini inermi ed esasperati credendo intimamente di difendere la democrazia dall’emergere prepotente della barbarie. Quando un governante, quand’anche eletto con metodo democratico, smette di perseguire l’interesse generale per  brutalizzare il popolo sovrano al fine di accontentare le fameliche richieste di oligarchie sanguinarie e sadiche,  seduta stante cessa di esercitare un mandato valido e legittimo. E’ proprio quello che sta accadendo ora in Italia come in molti altri Paesi dell’area mediterranea. Prima che sia troppo tardi, quindi, tutto il popolo italiano riempia le  piazze per promuovere un presidio, pacifico e permanente, volto ad ottenere le immediate dimissioni dei vertici istituzionali che ignobilmente ci rappresentano. Figuri ambigui ed etero diretti che, dolosamente e al fine di ottenere vantaggi economici e di carriera, hanno elaborato, promosso e imposto politiche disumane e liberticide destinate ad aumentare fame, miseria ed indigenza. Se un popolo baratta la libertà per preservare una tranquillità pavida e malsana evidentemente non merita né l’una né l’altra.  

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Commenti (10)   Aggiungi Commento
Re: CONTRO L'ARROGANZA DEI TIRANNI    Da Oreste Piantedosi a 11/07/2013 17.39
Toscano ha perfettamente ragione quando si chiede per quale motivo accettiamo tutto supinamente. Lo strapotere di una classe politica al servizio dei poteri economici internazionali ormai non ha più limiti. Il modello è quello greco dove tra tagli, tasse e licenziamenti non esiste più uno stato sovrano ma una forma di genocidio economico internazionale spietato e devastante e naturalmente non parliamo poi del Mezzogiorno storicamente colonia di sfruttamento di tutto il paese. "Se un popolo baratta la libertà per preservare una tranquillità pavida e malsana evidentemente non merita né l’una né l’altra"..........ben detto.

Re: CONTRO L'ARROGANZA DEI TIRANNI    Da Susy a 11/07/2013 18.45
Bellissimo pezzo questo di Francesco, sempre efficace e stimolante Spero che il suo messaggio sia recepito, specie qui al Sud.

Re: CONTRO L'ARROGANZA DEI TIRANNI    Da Pino a 12/07/2013 19.40
La verità è che siamo un popolo di pecore, incapaci di reagire come fanno in altri paesi. Assistiamo ogni giorno alla ridicola sceneggiata di questi ciarlatani che sono capaci solo di riempirci di tasse e balzelli vari eppure perdiamo il tempo a parlare solo dei processi di Berlusconi e dei suoi solerti maggiordomi.

Re: CONTRO L'ARROGANZA DEI TIRANNI    Da @valerio a 15/07/2013 19.40
vedo ogni giorno ridurre la mia possibilità di spendere soldi anche per mangiare, vedo che i miei figli non hanno più la possibilità di comprarsi le cose che hanno gli altri e spesso devo dirgli di no. Vedo il mio sud crollare nella miseria diffusa e nella rassegnazione. Ditemi voi che altro mi rimane da fare.......qui qualcuno si farà male, molto male.

Re: CONTRO L'ARROGANZA DEI TIRANNI    Da Elena a 16/07/2013 19.46
E’ ufficiale, siamo un popolo di deficienti. Sì, bisogna riconoscerlo. Per i politici che ci governano siamo dei deficienti con l’anello al naso utili soltanto per mantenere e ingrassare questa casta. Basta. Null’altro.

Re: CONTRO L'ARROGANZA DEI TIRANNI    Da Pasquale a 17/07/2013 12.15
Ha ragione Elena, ci trattano come una razza di minorati buoni solo a fare ciò che vogliono, se no come si spiega che quelli ci hanno riempiti di tasse, di aumenti, ci danno stipendi e pensioni da fame, precariato, disoccupazione e noi subiamo il tutto senza reagire o contestare. Se fai la pecora poi non ti lamentare!

Re: CONTRO L'ARROGANZA DEI TIRANNI    Da Anonimus a 17/07/2013 18.40
Nel 2012 al Sud risiede quasi la metà dei poveri assoluti, ovvero 2 milioni 347 mila persone. Nel 2011 i poveri assoluti del Mezzogiorno erano 1 milione 828 mila. Sempre al Sud risiedono 1 milione 058 minori che vivono in povertà assoluta (10,3%). Ma che cazzo aspettiamo per far saltare questo fottuto paese gestito da buffoni che sanno solo massacrarci di tasse e pensare ai cavoli loro.

Re: CONTRO L'ARROGANZA DEI TIRANNI    Da geppy90 a 18/07/2013 9.44
La violenza che si esercita sui cittadini è possibile perché subiamo in silenzio l'arroganza dei cosiddetti poteri. Ancora più grave è il ruolo dei media che non assolvono al loro compito di giusta informazione ma essendo pilotati danno risalto solo alle banalità o alle notizie che interessano quei poteri. L'Italia è un paese in crisi irreversibile che sta perdendo ogni residuo di credibilità e dove il presso più caro lo pagano solo le famiglie.

Re: CONTRO L'ARROGANZA DEI TIRANNI    Da Catello a 23/07/2013 18.39
Casaleggio non mente, tra poco l'Italia potrebbe davvero saltare. Gli italiani e i meridionali in particolare, ridotti alla miseria potrebbero insorgere con durezza ed allora faremo i conti con questi pseudo governati che difendono solo i propri privilegi.

Re: CONTRO L'ARROGANZA DEI TIRANNI    Da Mimmo a 24/07/2013 11.27
Vedere gli altri andare in vacanza mentre molti di noi non hanno neanche i soldi per pagare le bollette fa proprio incazzare. A questo punto tutto è possibile!


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NOI NO!
 
Noi c'identifichiamo nel Sud della gente onesta, operosa, intelligente, che è la maggioranza della popolazione meridionale.
 
Noi crediamo nel Sud della legalità, della cultura, della sana ed efficiente imprenditorialità, della ricerca avanzata, delle professioni e del grande ed eccezionale patrimonio artistico.
 
Noi sappiamo che il Sud è stato tra i principali protagonisti della storia e della civiltà mediterranea ed europea.
 
 
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