Monday, October 14, 2019   ::  
      

"IN NOME DEL POPOLO MERIDIONALE"         

  

 

 

Manifesto EFA per le Elezioni europee 2019

 

 

 http://www.e-f-a.org/home/

 

L'Altro Sud-UDS è membro  del Partito europeo dell'EFA (European Free Alliance) e dell'APL(Alleanza dei Popoli liberi). Aderisce al gruppo dei partiti autonomisti nazionali per un "Patto di Autogoverno". Collabora con l'Istituto Internazionale per il Regionalismo e il Federalismo presso Monaco di Baviera 

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L’Altro Sud is a cultural-political movement which is inspired  by European Regionalism. The South of Italy (Two Sicilies) is an ancient and authoritative nation with about eight centuries of common history. The purpose of this organization is to contribute, with other European territories, at the construction of a Europe of the Peoples and of the Cultures. Defend the interests of the Southern Italian Regions in a Europe of the solidarity and identity.

 

 

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 La bustina suddista    
   
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 BELSUD news    

L'Altro Sud riporta Le Due Sicilie in Europa (vedi il filmato)

I"l nostro è un Paese in pezzi. Ripeterlo fa paura, ma non è detto che sia un male" . Un libro infuocato, che irrompe con forza nel dibattito politico e tratteggia scrupolosamente gli scenari di un futuro che non è mai stato così prossimo.

 

 

 

   
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 Siti di riferimento collegati    

 APL (Alleanza Libera dei Popoli)

  EFA  (European Free Alliance)

Esquerra  (Esquerra Republicana de Catalunya:partito nazionalista progressista Catalano)

BNG (Bloque Nacionalista Galego:partito nazionalista progressista Galiziano)

BLOC (El BLOC Nacionalista Valencià:partito nazionalista progressista Valenziano)

SNP (Scottish National Party: partito nazionalista progressista Scozzese) 

di Lerro Giorgio

 

 

"STEFANO" Prodotti di alta qualità

   

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Fermiamo lo scempio in Basilicata dove si potrebbe destinare fino al 70% del territorio regionale allo sfruttamento petrolifero. Serve una mobilitazione permanente delle popolazioni meridionali contro questa violenza dello stato italiano che continua a considerare il Mezzogiorno solo una colonia da spremere e che ha consegnato i nostri territori alle compagnie petrolifere

 ORA E' TEMPO DI REAGIRE!

   
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Video "Un Altro Sud c'è". Rassegna di immagini del Sud stereotipato della criminalità e del degrado contrapposto al Sud positivo, della gente perbene, degli eroi, della cultura, dell'arte, della Storia di un popolo che è stato Nazione per otto secoli.

   
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 LIBERA    

L'ALTRO SUD aderisce a

   
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 Traditional Minorities    

 

 

Mission

"United in diversity", states the European Union. The European Parliament needs to guarantee that we live up to that statement and defend our diversity, a diversity which is best measured by the well being of Europe’s national and linguistic minorities.

Role of the Intergroup
The Intergroup serves as an open forum for exchanging ideas and views on the situation and future of traditional minorities, national communities and languages. In order to promote awareness and understanding of minority issues in Europe, the Intergroup serves as a meeting point for political groups, European institutions, non-governmental organisations and minority representatives. 
   
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Nicola Perrini, ingegnere, docente di elettronica con numerose esperienze professionali - in particolare nel campo delle Energie Rinnovabili e dell'impiantistica industriale - è attualmente Coordinatore Nazionale de L'Altro Sud-UDS. Meridionalista doc, è autore stimatissimo di numerosi contributi sulla Questione Meridionale e sulle nuove opportunità di sviluppo del Mezzogiorno. 

coordinamento.nazionale@laltrosud.it 

   
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 VIVI IL SUD    

ORA PENSIAMO A NOI. Diamo forza alle nostre realtà produttive.

Dei prodotti che i cittadini meridionali acquistano, solo il 6% è made in Sud. Un consumo più consapevole potrebbe ribaltare il destino della nostra terra.

Ti invitiamo a comprare, dove è possibile, prodotti del nostro Sud o fare una vacanza nelle nostre bellissime regioni. Inviaci il tuo nome, costruiremo insieme, con orgoglio, un grande esercito di cittadini che, amando la propria comunità, scende in campo concretamente per difendere l'occupazione e la ricchezza di tutto il Mezzogiorno. 

Inviaci la tua adesione a:

laltrosud@laltrosud.it

   
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Intervista ad Antonio Gentile (presidente L'ALTRO SUD)

   
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 IL COMPLESSO DI "E...DOPO"    
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Posted by: 242658@aruba.it 15/01/2009 10.13

 Con questo post chiudo la presentazione delle mie ragioni che mi hanno fatto “dichiarare guerra” alle falsità della storia risorgimentale italiana.
Qui voglio solo aggiungere qualche dato numerico sulla struttura industriale del meridione al momento dell’unificazione.
Pochi sanno quanto la siderurgia fosse sviluppata.
Lo Stato possedeva le “Officine Meccaniche di Pietrarsa” a Napoli (la più grande nel suo settore) con 1.200 persone (contro i 500 addetti della più grande azienda del nord: l’"Ansaldo” di Genova) nonché le acciaierie di Mongiana e la “Fernandina” in Calabria con più di 500 addetti ciascuna.
Grandi proprietà private a Napoli erano poi: lo stabilimento “Guppy & co” e gli “Stabilimenti Meccanici Henry” (600 addetti ciascuno) e a Bari lo stabilimento “Lidermann” con 500 addetti.
I nomi non italiani sono la prova dell’interesse degli stranieri ad investire là dove si trovavano maestranze specializzate e uno Stato che supportava in ogni modo le iniziative imprenditoriali. La grande industria cantieristica non ha bisogno di dati.
E’ del tutto intuitivo capire quanto fosse all’avanguardia quel settore.
Basti solo ricordare che a Napoli fu varata la “Ferdinando I”, la prima nave a vapore del Mediterraneo (in Francia Napoleone aveva bocciato un analogo progetto giudicandolo un “costoso giocattolo”) e che da Napoli e Palermo partirono le prime navi a elica e le prime navi in ferro.
In tutto il mondo si videro presto navigare navi costruite nel Regno delle Due Sicilie e battenti la sua bandiera.E che dire delle infrastrutture di comunicazione.
Le ferrovie Napoli-Portici-Salerno e la Napoli-Caserta-Capua (il Papa Pio IX si oppose ad una ferrovia Napoli-Roma) rientravano in un grande e modernissimo progetto infrastrutturale la cui completa realizzazione fu bloccata dai savoiardi.
Non sono uno storico, ma credo di aver capito e detto quanto basta per convincermi e convincere i più disinformati del disastro economico e sociale che è derivato dalla guerra d’invasione cavouriana, dall’esproprio di ogni ricchezza che ne conseguì e, ancora di più, dal successivo e cinico abbandono a se stesse che fu fatto delle terre e delle genti meridionali.
Da cui la ‘questione meridionale’, la delinquenza dei più forti e degli amorali, la povertà e l’immagine di un paese che ha bisogno del Nord per vivere.
Ma ora non resta che pensare al domani con un pensiero molto attento alle generazioni future.
D’ora in poi se tornerò sull’argomento sarà solo per seguire il solo complesso psicologico che è giusto provare: non il complesso di Edipo, ma il complesso di E…dopo?
Con l'augurio che non ci rubino anche il futuro.

15/01/2008                                     Massimo Barone

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