Friday, October 18, 2019   ::  
      

"IN NOME DEL POPOLO MERIDIONALE"         

  

 

 

Manifesto EFA per le Elezioni europee 2019

 

 

 http://www.e-f-a.org/home/

 

L'Altro Sud-UDS è membro  del Partito europeo dell'EFA (European Free Alliance) e dell'APL(Alleanza dei Popoli liberi). Aderisce al gruppo dei partiti autonomisti nazionali per un "Patto di Autogoverno". Collabora con l'Istituto Internazionale per il Regionalismo e il Federalismo presso Monaco di Baviera 

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L’Altro Sud is a cultural-political movement which is inspired  by European Regionalism. The South of Italy (Two Sicilies) is an ancient and authoritative nation with about eight centuries of common history. The purpose of this organization is to contribute, with other European territories, at the construction of a Europe of the Peoples and of the Cultures. Defend the interests of the Southern Italian Regions in a Europe of the solidarity and identity.

 

 

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 La bustina suddista    
   
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L'Altro Sud riporta Le Due Sicilie in Europa (vedi il filmato)

I"l nostro è un Paese in pezzi. Ripeterlo fa paura, ma non è detto che sia un male" . Un libro infuocato, che irrompe con forza nel dibattito politico e tratteggia scrupolosamente gli scenari di un futuro che non è mai stato così prossimo.

 

 

 

   
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 Siti di riferimento collegati    

 APL (Alleanza Libera dei Popoli)

  EFA  (European Free Alliance)

Esquerra  (Esquerra Republicana de Catalunya:partito nazionalista progressista Catalano)

BNG (Bloque Nacionalista Galego:partito nazionalista progressista Galiziano)

BLOC (El BLOC Nacionalista Valencià:partito nazionalista progressista Valenziano)

SNP (Scottish National Party: partito nazionalista progressista Scozzese) 

di Lerro Giorgio

 

 

"STEFANO" Prodotti di alta qualità

   

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Fermiamo lo scempio in Basilicata dove si potrebbe destinare fino al 70% del territorio regionale allo sfruttamento petrolifero. Serve una mobilitazione permanente delle popolazioni meridionali contro questa violenza dello stato italiano che continua a considerare il Mezzogiorno solo una colonia da spremere e che ha consegnato i nostri territori alle compagnie petrolifere

 ORA E' TEMPO DI REAGIRE!

   
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Video "Un Altro Sud c'è". Rassegna di immagini del Sud stereotipato della criminalità e del degrado contrapposto al Sud positivo, della gente perbene, degli eroi, della cultura, dell'arte, della Storia di un popolo che è stato Nazione per otto secoli.

   
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 LIBERA    

L'ALTRO SUD aderisce a

   
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 Traditional Minorities    

 

 

Mission

"United in diversity", states the European Union. The European Parliament needs to guarantee that we live up to that statement and defend our diversity, a diversity which is best measured by the well being of Europe’s national and linguistic minorities.

Role of the Intergroup
The Intergroup serves as an open forum for exchanging ideas and views on the situation and future of traditional minorities, national communities and languages. In order to promote awareness and understanding of minority issues in Europe, the Intergroup serves as a meeting point for political groups, European institutions, non-governmental organisations and minority representatives. 
   
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Nicola Perrini, ingegnere, docente di elettronica con numerose esperienze professionali - in particolare nel campo delle Energie Rinnovabili e dell'impiantistica industriale - è attualmente Coordinatore Nazionale de L'Altro Sud-UDS. Meridionalista doc, è autore stimatissimo di numerosi contributi sulla Questione Meridionale e sulle nuove opportunità di sviluppo del Mezzogiorno. 

coordinamento.nazionale@laltrosud.it 

   
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 VIVI IL SUD    

ORA PENSIAMO A NOI. Diamo forza alle nostre realtà produttive.

Dei prodotti che i cittadini meridionali acquistano, solo il 6% è made in Sud. Un consumo più consapevole potrebbe ribaltare il destino della nostra terra.

Ti invitiamo a comprare, dove è possibile, prodotti del nostro Sud o fare una vacanza nelle nostre bellissime regioni. Inviaci il tuo nome, costruiremo insieme, con orgoglio, un grande esercito di cittadini che, amando la propria comunità, scende in campo concretamente per difendere l'occupazione e la ricchezza di tutto il Mezzogiorno. 

Inviaci la tua adesione a:

laltrosud@laltrosud.it

   
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Intervista ad Antonio Gentile (presidente L'ALTRO SUD)

   
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 PIZZICHI A CIO' CHE NON VA E BACI A CHI LO MERITA    
Location: BlogsL'ALTRO SUD    
Posted by: 242658@aruba.it 09/01/2009 11.04

Chiudevo il mio ultimo post con questa domanda:
L’unità d’Italia, frutto di una guerra d’invasione non dichiarata e contro un non-nemico (che anzi proponeva un’Italia unita e federale di tutti gli Stati sovrani esistenti) ebbe intenti benefici per il Sud o piuttosto brame predatrici della sua ricchezza?
Dopo aver detto della distribuzione della ricchezza in Italia al momento dell’unificazione (1961) ed aver dimostrato che il 67% di quella ricchezza era concentrata nel Regno delle Due Sicilie, aggiungo ora i dati sulla storia della Banca d’Italia.
Il suo albero genealogico narra questa successione.
1849 - Nasce (voluta da Cavour suo maggiore azionista) la privata Banca degli Stati Sardi. Proviene dalla fusione della Banca di Torino e della Banca di Genova ed ha sedi a Torino e Genova.
1861 – Nasce, in immediato ed indispensabile –data la crisi della banca sarda –sincronismo con l’unità d’Italia, la (privata) Banca Nazionale del Regno d’Italia.
1893 – Nasce la Banca d’Italia (ancora di diritto privato). E’ creata dalla fusione di: Banca Nazionale del Regno d’Italia, Banca Nazionale Toscana, Banca Toscana di Credito per le Industrie e il Commercio d’Italia e la disciolta e fallita Banca Romana. Artefici ne furono alcune famiglie di banchieri del Nord tra cui i soci storici: Bombrini, Diavolo, Bastoni, Balduino. Al Banco di Napoli e alla Banca di Sicilia furono imposte le prime limitazioni alla facoltà di emettere di moneta.
1926 - Viene promulgata la legge bancaria dell’epoca fascista (Legge n. 812 del 06.02.1926). Con questa legge, la Banca d’Italia diventa l'unica banca abilitata ad emettere moneta (facoltà definitivamente sottratta agli istituti di emissione napoletano e siciliano) e le viene attribuito il compito esclusivo di vigilare sull’intero sistema bancario.
Per legge, la Banca d’Italia si appropria (un vero e proprio esproprio gratuito) delle riserve metalliche della Banca di Sicilia e del Banco di Napoli.
Non fu cosa di poco conto.
Basti considerare che dopo l’occupazione del Sud, le due banche meridionali disponevano di una riserva aurea in monete d’oro tale che se avessero potuto convertirle in carta moneta (e ciò fu subito impedito) avrebbero potuto emettere banconote per un valore di 1.200 milioni di lire dell’epoca (un gruzzolo superiore all’intero capitale della Banca d’Italia) e occupare, in tal modo, il primo posto nel mercato finanziario italiano.
Le banche del nord non possedevano riserve auree paragonabili e, in particolare, la Banca piemontese aveva un patrimonio aureo a dir poco irrisorio tanto che aveva inventato e imposto il ‘corso forzoso’ della moneta, il sistema che escludeva la convertibilità (garantita invece al Sud ) della moneta in oro.
In conclusione, con un meraviglioso furto legale, l’oro del Sud venne progressivamente rastrellato per passare in mano dapprima alla Banca d’Italia (era ancora formalmente una banca privata e diverrà di diritto pubblico solo nel 1936) e successivamente alle varie Banche private sue socie e detentrici di suoi pacchetti azionari.
Così il Nord, che era tutt’altro che ricco per non dire povero, divenne più ricco del Sud.
Ci sono ancora dei dubbi per rispondere alla domanda iniziale?

09/01/2008                           Massimo Barone

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Comments (2)   Add Comment
Re: PIZZICHI A CIO' CHE NON VA E BACI A CHI LO MERITA    By Andrea Balia on 09/01/2009 20.19
Dubbi non ce ne sono, almeno per chi sa un pò di storia vera, quella non raccontata ufficialmente e/o occultata. Il fatto è che la maggior parte non conosce la verità.<br>Il problema però è un altro, con un quesito più attuale e che coinvolge i diversi movimenti meridionalisti, compreso questo che ospita questo blog :<br>1) c'è chi opera solo sulla memoria e non vuol sentir parlare di politica;<br>2) c'è chi vuol giustamente far politica ma s'è stancato di parlare di memoria storica.<br>Il quesito è : non è che esiste forse un sano e strumentale compromesso, che non sostenga una via a danno dell'altra? Per quale stramaledetta ragione non si puo ricordare ed informare sul proprio passato ma ricercando una propositività politica, oppure far politica senza dimenticare o meglio ricordare, fuor d'ogni nostalgia,le proprie radici perchè i più sappiano riacquistando dignità e senso d'appartenenza?<br>Sembra facile, ma il proverbio dice : " il miglior sordo è quello che non vuol sentire!"<br>Meditate gente, meditate...<br>Andrea Balìa

Re: PIZZICHI A CIO' CHE NON VA E BACI A CHI LO MERITA    By masimo barone on 11/01/2009 11.13
Rispondo al commento di Andrea Balia<br>Gentile signor Balia<br>Sono d'accordissimo con lei sulle domande che lei pone.<br>Condivido con lei la necessità di aggiungere all'analisi storica una prospettiva politica.<br>Sono cioè convinto che, una volta conosciute e memorizzte le nostre radici, l'impegno civile debba essere quello di costruire un futuro migliore.<br>Nello specifico però ci troviamo a fare i conti con una storia completamente falsa e completamente ignorata dalla stragrande maggioranza della popolazione.<br>E' quindi indispensabile ricucire la verità fornendo dati oggettivi e preferibilmente economico-numerico che possano correggere le false informazioni distribuite a man bassa nelle scuole da pseudo libri di storia.<br>Subito dopo occorre, come lei chiede, che l'azione politica consegua.<br>Credo che "L'Altro Sud" sia nato e viva proprio in questa prospettiva ed è per questo che ho volentieri accettato di seguirne la linea.<br>Cirdialmente<br>Massimo Barone<br>P.S. Quanto alla nostalgia, non mi dispiace se accompagna i miei non giovani anni. L'importante per me è continuare a tenere molto lontana la malinconia.<br><br>


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