giovedì 18 luglio 2019   ::  
      

"IN NOME DEL POPOLO MERIDIONALE"         

  

 

 

Manifesto EFA per le Elezioni europee 2019

 

 

 http://www.e-f-a.org/home/

 

L'Altro Sud-UDS è membro  del Partito europeo dell'EFA (European Free Alliance) e dell'APL(Alleanza dei Popoli liberi). Aderisce al gruppo dei partiti autonomisti nazionali per un "Patto di Autogoverno". Collabora con l'Istituto Internazionale per il Regionalismo e il Federalismo presso Monaco di Baviera 

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L’Altro Sud is a cultural-political movement which is inspired  by European Regionalism. The South of Italy (Two Sicilies) is an ancient and authoritative nation with about eight centuries of common history. The purpose of this organization is to contribute, with other European territories, at the construction of a Europe of the Peoples and of the Cultures. Defend the interests of the Southern Italian Regions in a Europe of the solidarity and identity.

 

 

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 BELSUD news    

L'Altro Sud riporta Le Due Sicilie in Europa (vedi il filmato)

I"l nostro è un Paese in pezzi. Ripeterlo fa paura, ma non è detto che sia un male" . Un libro infuocato, che irrompe con forza nel dibattito politico e tratteggia scrupolosamente gli scenari di un futuro che non è mai stato così prossimo.

 

 

 

   
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 Siti di riferimento collegati    

 APL (Alleanza Libera dei Popoli)

  EFA  (European Free Alliance)

Esquerra  (Esquerra Republicana de Catalunya:partito nazionalista progressista Catalano)

BNG (Bloque Nacionalista Galego:partito nazionalista progressista Galiziano)

BLOC (El BLOC Nacionalista Valencià:partito nazionalista progressista Valenziano)

SNP (Scottish National Party: partito nazionalista progressista Scozzese) 

di Lerro Giorgio

 

 

"STEFANO" Prodotti di alta qualità

   

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Fermiamo lo scempio in Basilicata dove si potrebbe destinare fino al 70% del territorio regionale allo sfruttamento petrolifero. Serve una mobilitazione permanente delle popolazioni meridionali contro questa violenza dello stato italiano che continua a considerare il Mezzogiorno solo una colonia da spremere e che ha consegnato i nostri territori alle compagnie petrolifere

 ORA E' TEMPO DI REAGIRE!

   
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Video "Un Altro Sud c'è". Rassegna di immagini del Sud stereotipato della criminalità e del degrado contrapposto al Sud positivo, della gente perbene, degli eroi, della cultura, dell'arte, della Storia di un popolo che è stato Nazione per otto secoli.

   
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 LIBERA    

L'ALTRO SUD aderisce a

   
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 Traditional Minorities    

 

 

Mission

"United in diversity", states the European Union. The European Parliament needs to guarantee that we live up to that statement and defend our diversity, a diversity which is best measured by the well being of Europe’s national and linguistic minorities.

Role of the Intergroup
The Intergroup serves as an open forum for exchanging ideas and views on the situation and future of traditional minorities, national communities and languages. In order to promote awareness and understanding of minority issues in Europe, the Intergroup serves as a meeting point for political groups, European institutions, non-governmental organisations and minority representatives. 
   
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Nicola Perrini, ingegnere, docente di elettronica con numerose esperienze professionali - in particolare nel campo delle Energie Rinnovabili e dell'impiantistica industriale - è attualmente Coordinatore Nazionale de L'Altro Sud-UDS. Meridionalista doc, è autore stimatissimo di numerosi contributi sulla Questione Meridionale e sulle nuove opportunità di sviluppo del Mezzogiorno. 

coordinamento.nazionale@laltrosud.it 

   
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 VIVI IL SUD    

ORA PENSIAMO A NOI. Diamo forza alle nostre realtà produttive.

Dei prodotti che i cittadini meridionali acquistano, solo il 6% è made in Sud. Un consumo più consapevole potrebbe ribaltare il destino della nostra terra.

Ti invitiamo a comprare, dove è possibile, prodotti del nostro Sud o fare una vacanza nelle nostre bellissime regioni. Inviaci il tuo nome, costruiremo insieme, con orgoglio, un grande esercito di cittadini che, amando la propria comunità, scende in campo concretamente per difendere l'occupazione e la ricchezza di tutto il Mezzogiorno. 

Inviaci la tua adesione a:

laltrosud@laltrosud.it

   
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Intervista ad Antonio Gentile (presidente L'ALTRO SUD)

   
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 L'UNITA' D'ITALIA    
Luogo: BlogsL'ALTRO SUD    
Inviato da: 242658@aruba.it 19/02/2011 8.51

L'UNITA' D'ITALIA

di Maria Garofalo

[...] non voglio più essere schiacciata da un’infamia che non mi appartiene, esigo rispetto e garanzie ed opportunità; chiedo di poter lavorare perché non voglio più vivere di elemosina! Pretendo tutto ciò che meritano i cittadini di uno Stato laico e democratico non ultimo la possibilità di fare il mio dovere sempre.

 

Il 17 marzo la Storia ricorderà l’unità d’Italia. 150 anni dopo ci ritroviamo più divisi che mai, addirittura è in discussione il festeggiamento del fatidico anniversario e tutto ciò mi fa pensare che qualcosa non quadra. Provo a chiarirmi le idee cercando notizie storiche ed informazioni oltre i “libri di testo” scolastici, testimonianze frettolosamente archiviate di coloro che l’unità non l’hanno mai chiesta ma piuttosto subita. Fino al 1860 nel glorioso e vasto regno borbonico di Napoli e delle due Sicilie si costruivano fabbriche, ponti, strade, palazzi, navi, ospedali, scuole, accademie, ospizi, treni e linee ferroviarie (storicamente provato l’arrivo di Garibaldi a Napoli in treno!). La vita nel regno era operosa e frenetica, le condizioni generali discrete e l’Arte considerata un bene primario mai sottovalutato. Ovviamente come dappertutto all’epoca (e ancora oggi), il popolo era costretto al sacrificio ed al lavoro durissimo, i contadini sgobbavano nelle terre dei Baroni in condizioni di povertà ed il divario fra le classi sociali era notevole, l’analfabetismo inoltre aveva fra i meno abbienti un tasso altissimo. Nonostante ciò era un regno ricco e dinamico, la monarchia borbonica non era di tipo parlamentare eppure vanta fra i suoi rappresentanti nessun tiranno bensì amanti della Bellezza e della Concordia. Questo stato antico e florido rappresentava con la sua potente flotta militare e mercantile il colosso del Mediterraneo, ed in quanto tale manco si accorgeva dei minuscoli staterelli (compreso quello dei Savoia) che si arrangiavano a nord dello stato del Vaticano. Nessun suddito del regno di Napoli si sarebbe sognato di chiedere l’unità semplicemente perché una Patria l’avevano sempre avuta, in realtà l’Italia è un’invenzione di monarchie straniere in difficoltà (soprattutto quella dei Savoia) desiderose di mettere le grinfie sulle immense ricchezze del Sud. Lo stivale era stato per millenni solo un luogo geografico (come la padania) mai una nazione, e per questo re Ferdinando prima e re Francesco dopo continuarono ad ignorare i pur evidenti segnali di una congiura internazionale, che finirono per minare la solidità del regno nelle fondamenta. Propaganda massiccia, congiure e promesse convinsero sia le classi più disagiate che quelle ricche ad abbracciare il movimento pro-Italia unita. Una chimera dunque; l’unità nasce dall’inganno, dal tradimento, dall’avidità. Quali pessime premesse! Il regno di Napoli e delle due Sicilie fu in poco tempo sventrato, usurpato, depredato ed il territorio annesso lasciato poi nell’abbandono totale. All’alba dell’unità, per le genti del sud, il nuovo re era ancora uno straniero e nessuno ottenne da lui quel che era stato loro promesso. Ingannato ed impoverito il popolo cominciò una sorta di organizzazione di un proprio Stato (la Mafia) laddove mancava quello legittimo. La storia la scrivono i vincitori, ma credo sia giunto il momento che studiosi e ricercatori di buona volontà ed onestà intellettuale si decidano ad una rilettura del passato, dimostrando una volta e per tutte la dignità, la capacità e la laboriosità di un sud oltraggiato. Non eravamo così come ci hanno ridotti e non era questo che intendevamo per “unica bandiera in unico stato”. Nonostante tutto io pretendo che sia onorato l’anniversario della nostra nazione perché mi sento italiana, ed in quanto tale, mi inchino dinanzi al sangue versato in nome dell’Italia. Tuttavia non voglio più essere schiacciata da un’infamia che non mi appartiene, esigo rispetto e garanzie ed opportunità; chiedo di poter lavorare perché non voglio più vivere di elemosina! Pretendo tutto ciò che meritano i cittadini di uno Stato laico e democratico non ultimo la possibilità di fare il mio dovere sempre. Sempre!

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Commenti (2)   Aggiungi Commento
Re: L'UNITA' D'ITALIA    Da Susy a 19/02/2011 19.56
Ti prego basta con i borboni! Pensiamo meno al passato e più alla realtà. Quelli ci fottono perchè sono pratici.

Re: L'UNITA' D'ITALIA    Da maria a 11/03/2011 12.31
Carissima lettrice, io lsono convinta che la migliore arma di difesa sia la conoscenza, perciò mi preparo contro le accuse di accattonaggio atavico. grazie per aver commentato.


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